Un click e le macchinette diventavano slot illegali: la titolare di una sala a giudizio

 
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Gela. Videogiochi legali, almeno in apparenza, trasformati, con il tocco di un semplice tasto, in slot machine non autorizzate. Per questa ragione, davanti al giudice Manuela Matta, è finita la titolare di una sala giochi di via Venezia.

Calamite utilizzate per evitare i controlli. Il sistema scoperto, durante accertamenti effettuati dagli agenti della squadra mobile di Caltanissetta e dagli operatori locali della Siae, sarebbe servito a evitare i controlli amministrativi. “Ci siamo subito accorti – ha spiegato in aula l’agente della mobile sentito come testimone – che quei videogiochi ammessi dalla normativa cambiavano schermata trasformandosi in slot non autorizzate. Davanti alle nostre contestazioni, la titolare, avvertita dalla figlia, ha ammesso tutto”. Il meccanismo artigianale messo a punto per consentire l’avvio delle slot sarebbe stato realizzato attraverso l’uso di alcune calamite, successivamente sequestrate. La ricostruzione effettuata in aula dai testimoni è stata contestata dal legale di fiducia dell’imputata, l’avvocato Salvo Macrì. Proprio la difesa, ha chiesto di sottoporre a perizia o, eventualmente, ad un esperimento giudiziale le slot finite sotto sequestro. Una richiesta giustificata nel tentativo di comprendere meglio il meccanismo scoperto durante i controlli. Intanto, il giudice ha deciso di rinviare alla prossima udienza del 23 settembre.

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