“Un progetto trasversale, città al centro”, Antonuzzo: “Tavoli per affrontare i punti fondamentali”

 
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Antonuzzo durante un incontro pubblico

Gela. Un progetto “trasversale” che abbia al centro la città. Nell’area civica sono tornati a confrontarsi anche gli esponenti di “Idea e partecipazione”. Il gruppo sta cercando di mettere insieme punti strategici per un programma da condividere con altre forze. “Li abbiamo definiti i nuovi volti della città – dice Emanuele Antonuzzo – mi riferisco alla vivibilità, all’industria, ai servizi sanitari, ad un’area industriale da rilanciare, all’agricoltura, ad un nuovo patto sociale che parta dalla scuola e dall’alta formazione e anzitutto al riavvio di una macchina amministrativa e burocratica comunale ormai del tutto bloccata. Sono questi i temi sui quali vogliamo avviare tavoli di confronto”. Antonuzzo, da sempre molto vicino al progetto di Maurizio Caserta che è stato candidato a sindaco a Catania e ora siede nel consiglio comunale etneo, è stato tra i primi a chiamare a raccolta l’area civica e lo fece già quattro anni fa, quando poi quell’esperienza sfociò nel sostegno all’avvocato Greco, anche se lo stesso Antonuzzo decise di non supportare quella linea. “Idea e partecipazione”, in tempi non sospetti, ha già avviato confronti con alcune forze politiche. “Vogliamo evitare che ci sia una connotazione marcata – continua Antonuzzo – non siamo neanche affascinati dal nuovismo. Non a caso l’appello va fatto a tutti coloro che possono dare un contributo alla città. Mi sono piaciute le dichiarazioni di apertura dell’assessore Ugo Costa, non necessariamente vincolate ad un progetto di centrodestra. Terenziano Di Stefano e il suo gruppo, tra pro e contro, mantengono comunque una coerenza civica. Spero che Pino Federico, finalmente, possa mettersi a disposizione della città. Non è una questione di collocazione. Al centro deve esserci la città e tutti devono dare un contributo diretto, anche con una lista o candidandosi e io non mi tiro indietro. Sto cercando di coinvolgere ex amministratori con esperienza come Piero Lo Nigro e non solo. Se non si mette al centro del progetto la città, allora sarà destinata a diventare ancora più marginale. Associazioni e mondo della scuola devono scendere in campo”.

Per Antonuzzo, non bisogna cadere nel facile gioco della gara dei sindaci. “Sembra che tutti vogliano candidarsi a sindaco – prosegue – ma il sindaco deve essere solo la sintesi di un progetto più ampio e capillare che coinvolga anzitutto i giovani, ripeto senza farsi trascinare dal nuovismo a tutti i costi. Altre città, anche vicine alla nostra, stanno cambiando in meglio perché c’è un’idea sociale differente. Non c’è per forza bisogno di grandi infrastrutture ma anzitutto bisogna cambiare l’aspetto sociale”. Infine, Antonuzzo si rivolge alla rappresentanza istituzionale. “Ha una responsabilità importante – conclude – con i cinquestelle il rapporto è sempre stato molto franco e aperto. Devo riconoscere che il vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola, nel caso di Catania, si è comportato con coerenza e ha fatto ciò che aveva promesso. Ci sono i senatori Pietro Lorefice e Ketty Damante. Non si possono trascurare riferimenti di questo tipo. Altro discorso, invece, per chi deve passare il permesso a deputati di altri territori. In quest’ultimo caso, condividere una linea comune sarebbe molto più difficile. Il nostro faro deve essere la città”. L’area civica, non schierata con i partiti, potrebbe nuovamente fare da catalizzatore, come accadde quattro anni fa, in una direzione che per ora non sembra ammantata da troppi colori partitici. Gli esponenti di “Idea e partecipazione” sono pronti ad avviare veri e propri tavoli di confronto.

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