Le estorsioni degli stiddari, chieste quattro condanne: “10 anni a Di Giacomo, 9 a Nicastro”

 
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Immagini di repertorio

Gela. Furono presi di mira diversi esercenti e imprenditori locali. Secondo il pm della Dda di Caltanissetta, Claudia Pasciuti, gli stiddari pretesero la messa a posto, facendo pressioni su imprenditori edili, ristoratori e ancora sul titolare di un centro gomme. Il magistrato dell’antimafia ha chiesto condanne per quattro imputati. Dieci anni sono stati indicati per Vincenzo Di Giacomo, nove anni per Simone Nicastro e Gioacchino Lignano e sette anni nei confronti di Carmelo Di Dio. Il magistrato, invece, ha chiesto l’assoluzione per Emanuele Emmanuello, Francesco Carfì e Alessandro Scudera. E’ stato spiegato, nel corso della requisitoria, che non ebbero nessun ruolo nelle estorsioni al titolare della discoteca “Tanguera”, ma lavorarono come buttafuori, su richiesta del titolare.

Conclusioni analoghe sono state avanzate dalle parti civili, gli avvocati Valentina Lo Porto (per l’antiracket “Gaetano Giordano”) e Giovanni Bruscia (in rappresentanza del titolare del centro gomme preso di mira dagli stiddari). Nel corso della prossima udienza, invece, toccherà ai difensori esporre le ragioni dei loro assistiti. Gli imputati sono rappresentati dagli avvocati Flavio Sinatra, Davide Limoncello, Giovanni Cannizzaro, Filippo Spina, Nicoletta Cauchi, Cristina Alfieri e Alberto Fiore.

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