Abusi sessuali sulla figlia della nuova moglie, un operaio in carcere: una missiva ridimensiona le accuse

 
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Gela. Da cinque mesi è detenuto nel carcere di Enna, adesso il suo legale di fiducia ha depositato un’istanza di modifica della misura cautelare.

Arrestato dalla polizia. L’operaio tunisino al centro del caso, da anni residente in città, è accusato di aver abusato sessualmente di una delle figlie della nuova moglie. Venne arrestato dagli agenti di polizia del commissariato, dopo che la moglie e le altre figlie segnalarono presunti, continui, episodi dello stesso tipo. La difesa dell’operaio, rappresentata dall’avvocato Davide Limoncello, ha inoltrato la richiesta al giudice delle indagini preliminari del tribunale di Gela che dovrà verificarne l’eventuale fondatezza. Per  la difesa, infatti, si sarebbero attenuate le esigenze di custodia cautelare in carcere. Nelle scorse settimane, inoltre, proprio la moglie e alcune delle figlie avrebbero fatto pervenire sui tavoli della procura una missiva con la quale ridimensionano le origine accuse mosse nei confronti dell’operaio. 

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