Pesanti sospetti sul caso Agroverde, conclusioni dei pm: “Fideiussione viziata per le autorizzazioni”

 
0
L'inaugurazione del cantiere del polo mai realizzato

Gela. Una “fideiussione viziata” che avrebbe indotto l’amministrazione comunale a “rilasciare le procedure autorizzative in favore della società cooperativa agricola ortoflorofrutticola Agroverde”. Scrivono così i pm della procura nella richiesta di archiviazione formulata davanti all’ennesimo esposto presentato dalle associazioni ambientaliste Aria Nuova e Amici della Terra, ma che allo stesso tempo getta pesanti ombre sull’operato dei vertici della coop che vollero fortemente il maxi investimento “Ciliegino”, al palo da ormai sei anni. Come già riportato negli scorsi giorni, i magistrati hanno inoltrato richiesta di archiviazione al gip su eventuali ipotesi di abuso d’ufficio da addebitare ad amministratori, dirigenti e tecnici del Comune. Non ci sarebbero le condizioni per promuovere un’azione penale. Invece, nelle motivazioni rese, si confermano gravi sospetti sull’operato di Stefano Italiano, presidente della cooperativa Agroverde, e su quello della As Merchant Bank spa di Spoleto. Sarebbe stata proprio la società con base in Umbria a rilasciare la fideiussione poi presentata da Italiano a garanzia del maxi investimento. Una polizza, come scrivono i pm della procura, rilasciata da una società che “non risulta essere mai stata iscritta negli elenchi tenuti dall’organo centrale e, pertanto, l’atto di fideiussione presentato a garanzia dell’investimento è stato rilasciato dalla predetta società in assenza della prescritta iscrizione nell’elenco speciale degli intermediari finanziari ed in assenza della relativa abilitazione al rilascio di garanzie nei confronti del pubblico”. 

Elementi investigativi che hanno spinto il procuratore capo Fernando Asaro a firmare la richiesta di archiviazione rispetto a presunte responsabilità di amministratori pubblici. Allo stesso tempo, come già anticipato, proprio i rappresentanti delle due associazioni ambientaliste, Saverio Di Blasi ed Emanuele Amato, hanno depositato una nuova opposizione all’archiviazione, ritenendo che la procura locale debba proseguire le indagini anche nei confronti degli amministratori di allora e dei dirigenti dell’ente che rilasciarono le autorizzazioni ad Agroverde. Sono convinti infatti che ci furono presunte responsabilità anche degli organi politici e tecnici del municipio.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here