Alloggi Iacp occupati abusivamente, cinquanta denunce in un anno

 
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Gela. Nella maggior parte dei casi, hanno bisogno di un alloggio, non riescono a pagare un affitto e, così, giocano la carta dell’occupazione. Obiettivo privilegiato sono gli appartamenti gestiti dall’Istituto autonomo case popolari.

Nell’anno appena trascorso, sono state più di cinquanta le persone denunciate: i loro nomi sono stati comunicati ai magistrati della procura retta da Lucia Lotti. In totale, gli agenti della polizia municipale hanno elevato oltre venti denunce.

Fra i più esposti, ci sono molti ex detenuti che, lasciato il carcere, non riescono a reinserirsi davanti ad un muro economico, spesso invalicabile. Le occupazioni abusive sono favorite dall’elevato numero di alloggi popolari rimasti vuoti.

Davanti all’occasione, diverse famiglie in difficoltà occupano interi appartamenti che, stando alle graduatorie redatte dai funzionari dello Iacp, sarebbero destinati agli assegnatari che ne hanno fatto domanda. Il fenomeno è molto diffuso in città: sotto questo profilo, non esiste una zona più colpita di altre.

Tutti gli immobili gestiti dallo Iacp sono, spesso, teatro di occupazioni. Ovviamente, davanti al fatto compiuto, scatta, quasi automatica, la denuncia.

“Seguiamo costantemente la questione – spiega il vice comandante della polizia municipale Salvatore Alè – davanti a comunicazioni di questo tipo, normalmente inviataci dai funzionari dello Iacp, interveniamo e, se ricorrono gli estremi, emettiamo le denunce”.

Tra i segnalati dell’ultimo anno, non mancano ex protagonisti della criminalità organizzata che, usciti dal carcere, e in condizioni economiche tutt’altro che agiate, cercano di approfittare degli alloggi popolari vuoti.

Per far fronte all’emergenza, i funzionari dell’Istituto autonomo case popolari pensano all’avvio di un vero e proprio censimento. Si cercherà di capire quanti alloggi popolari sono attualmente sfitti.

Solo in questo modo, infatti, si potrà disegnare una mappa in grado di fissare tutti i casi di abuso. Capita spesso che gli originari assegnatari lascino la città per questioni di lavoro e, di conseguenza: i loro alloggi rimangono chiusi per anni.

Diverse segnalazioni giungono agli uffici cittadini dello Iacp ma anche agli agenti di polizia municipale che si occupano di monitorare tutti gli stabili di proprietà dello Iacp.

Tra esigenze di sopravvivenza e speculazioni, gli alloggi popolari non mancano di attirare l’attenzione: diventando teatro di quel malessere sociale che, purtroppo, accompagna molta della quotidianità cittadina.

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