Comune, debito fuori bilancio di 900mila euro per un esproprio ritenuto illegittimo

 
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Gela. Un debito fuori bilancio da oltre cinquecentomila euro che, con il calcolo degli interessi fin dal 1994, tocca quota novecentomila euro: soldi che hanno scatenato polemiche anche in consiglio comunale.

Il debito, prodotto da una procedura d’esproprio ritenuta illegittima dai giudici del tribunale, deve essere comunque pagato. Per questa ragione, i magistrati del tar di Palermo hanno conferito l’incarico di far rispettare le scadenze fissate direttamente ai funzionari della prefettura di Caltanissetta. Qualcosa, però, non è andata per il verso giusto. Dopo l’attribuzione dell’incarico risalente allo scorso luglio, i funzionari hanno chiesto una proroga dei termini. In sostanza, non è stato possibile dare seguito immediato al contenuto della sentenza che condanna l’amministrazione comunale e, così, si è cercato di correre ai ripari. I giudici del tribunale amministrativo, adesso, hanno concesso altri sessanta giorni. La questione dell’esproprio messo a segno sulle proprietà della famiglia Cassarà si trascina da anni: fra carte bollate e aule di tribunale. Di certo, il debito contratto non passa inosservato. Solo qualche settimana fa, con l’atto giunto in consiglio comunale, si è quasi sfiorata la crisi di giunta davanti ad enormi contestazioni e a sospetti scatenati dal fatto che l’amministrazione retta dal sindaco Angelo Fasulo, nel corso del giudizio svoltosi davanti ai giudici del tar, non si sia mai costituita. Con l’ordinanza appena emessa dai magistrati di Palermo, i funzionari della prefettura avranno altri sessanta giorni: termine ultimo per pagare e chiudere la partita, almeno per quest’esproprio finito nel ciclone delle polemiche.

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