Appalto vigilanza in Eni passa alla “Ancr”: “Salvaguardati tutti i posti di lavoro”

 
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Tanti operai sono usciti dall'indotto di Eni

Gela. L’appalto per la vigilanza privata nei siti Eni, compresi quelli locali, passa dalla “Etna police” alla società “Ancr vigilanza”. La gran parte dei lavoratori opera proprio nei siti locali della multinazionale. Sono sessanta le guardie giurate che si occupano della vigilanza in raffineria e nei siti produttivi del cane a sei zampe. L’intesa, che assicurerà la conferma di tutti i posti, è stata siglata ieri. Tra le parti sindacali, c’era la Fisascat- Cisl, rappresentata su delega da Salvatore Marrone e guidata dalla segreteria comprensoriale di Alfonso Bellomo. Il verbale di cambio di appalto è stato siglato e sono novantanove le guardie giurate che cambiano istituto di vigilanza. Viene considerato un risultato molto importante, anche dalla Rsa affidata ad Orazio Coccomini. L’obiettivo principale era salvaguardare tutti i posti di lavoro, in città e nelle altre sedi Eni. La società subentrante assicurerà tutti i livelli occupazionali, gli scatti di anzianità e il diritto dell’articolo 18, precedente alla riforma del Jobs act.

“Lo sforzo comune ha permesso di salvare un congruo numero di posti di lavoro – dicono i sindacalisti della Fisascat-Cisl – in un momento economico delicatissimo per la nostra Regione, a causa anche dell’emergenza Covid”.

2 Commenti

  1. Non è vero che tutti i lavoratori sono stati trasferiti dall’Etna Police all’ ANCR. Hanno lasciato fuori una sola persona. L’unica donna che era in organico con la società precedente.
    Una discriminazione senza precedenti che non fa onore a nessuno dei firmatari. Dimettetevi.

  2. Non è vero. Nel passaggio dall’Etna Police All’ANCR hanno lasciato fuori una sola persona. Una donna.
    Una discriminazione senza senso e priva di ogni etica sindacale. Dimettetevi tutti.

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