Ati deve decidere su contratto Caltaqua, riunita assemblea: “Prima serve passaggio consegne da Ato”

 
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Conti ha convocato tutti i sindaci dell'ambito

Gela. Arrivare ad una decisione sull’eventuale scioglimento anticipato del contratto con Caltaqua non sarà facile. Nonostante quanto deliberato dalla commissione tecnica, che a maggioranza ha optato per la conclusione anticipata del rapporto con l’azienda italo-spagnola, ritenuta gravemente inadempiente, i primi passi mossi dalla nuova Assemblea territoriale idrica non sono stati risolutivi. Questa mattina, il presidente dell’Ati, il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, ha convocato tutti i primi cittadini dell’ambito, ad iniziare dall’avvocato Lucio Greco. Il Comune di Gela, già in commissione tecnica, si è schierato per l’addio anticipato a Caltaqua, che ha in mano la gestione trentennale del servizio idrico integrato. Una relazione è stata trasmessa alla Regione, ma Palermo ha fatto sapere che toccherà all’Ati decidere sulle sorti del servizio. Allo stato, come hanno avuto modo di accertare questa mattina i sindaci convocati, non c’è ancora il passaggio di consegne definitivo dall’Ato Cl6 in liquidazione alla nuova Assemblea territoriale idrica, costituita con alcuni anni di ritardo. “Bisogna completare dei passaggi – dice Greco – senza avere le piene consegne, non sarà possibile valutare le determinazioni assunte in commissione. La Regione ha fatto sapere che tocca all’Ati decidere sulle sorti del servizio”. Greco si è sempre messo alla testa del fronte istituzionale contrario ad una prosecuzione del rapporto con la società italo-spagnola. La città è segnata da un servizio idrico mai veramente efficiente e da guasti che sono all’ordine del giorno. Il gestore, nonostante le enormi difficoltà causate agli utenti, continua però ad imporre bollette “d’oro”, che negli ultimi mesi hanno provocato lo sdegno di tanti cittadini.

“Inoltre, sarà necessario approfondire l’aspetto della disciplina transitoria, nel passaggio di consegne da Ato ad Ati – aggiunge Greco – pendono due lodi arbitrarli sfavorevoli all’Ato. Parliamo di circa venti milioni di euro e anche in questo caso sarà necessario avere certezze, prima di assumere ogni deliberazione”. I sindaci si riuniranno nuovamente in assemblea, forse a breve. Prima di arrivare ad un eventuale scioglimento del contratto, saranno tanti i nodi burocratici e legali da dipanare.

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