Aumenti Imu, distanze enormi tra politica e burocrazia: “Tributi non pagati per oltre 54 milioni”

 
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Gela. Nessuna variazione sul tema. Alla ripresa dei lavori del consiglio comunale, ancora una volta non c’è stata intesa tra burocrazia e politica. L’esponente di “Rinnova” Alessandra Ascia e il civico Davide Sincero hanno insistito su una richiesta di chiarimenti sia rispetto al criterio temporale di esame degli atti all’ordine del giorno sia per la rideterminazione in aumento dell’Imu, imposta dal dissesto. Per il segretario generale Carolina Ferro, sono rispettati tutti i parametri. Ha ricordato che senza la rideterminazione delle aliquote dei tributi, il governo nazionale bloccherà tutti i trasferimenti finanziari. Gran parte dell’opposizione, sia di centrodestra che progressista, ha lasciato l’aula. Ascia ha parlato dell’assenza di garanzie concrete sulla legittimità degli atti e della loro trattazione (in precvedenza era stato chiesto un parere sul tema). Per Sincero, invece, l’aumento dell’Imu (quello dell’Irpef è già stato varato) si pone in contrasto con la tutela dei contribuenti. Il segretario Ferro, per riassumere una delle cause salienti che ha generato la crisi finanziaria del municipio, ha citato un dato su tutti. “Questo Comune ha tributi non pagati per oltre 54 milioni di euro”, ha riferito.

Una cifra enorme: un rosso che inevitabilmente spinge verso il basso qualsiasi tentativo di risalita. La capacità di riscossione è da sempre un punto dolente negli equilibri finanziari dell’ente, più volte ribadito dalla magistratura contabile. La seduta si è sciolta per mancanza del numero legale. Se ne riparlerà domani sera.

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