“C’è un’inchiesta in corso”, revocato l’appalto per l’illuminazione pubblica: l’aveva vinto la Concordia

 
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Gela. “Ci sono pareri contrari anche dell’Autorità nazionale anticorruzione”.

Revocata l’aggiudicazione. Così, la giunta comunale, su proposta dell’assessore Nuccio Di Paola, ha deciso di revocare definitivamente l’appalto per la gestione del sistema d’illuminazione pubblica. Una gara da oltre quaranta milioni di euro in vent’anni. Ad aggiudicarsi il servizio, durante l’ultimo scorcio della sindacatura Fasulo, era stato il raggruppamento composto dalle cooperative Cpl Concordia e Consorzio Cooperative Costruzioni, insieme alla gelese Coge Impianti. Adesso, è arrivato lo stop. Negli scorsi giorni, proprio l’assessore Nuccio Di Paola aveva anticipato alla nostra testata l’intenzione di rivedere l’aggiudicazione del servizio. “Indipendentemente dalle sorti della cooperativa che si è aggiudicata l’appalto – aveva precisato – la nostra amministrazione è comunque contraria ad un bando per l’affidamento ai privati di un servizio pubblico. Ci sono costi enormi e proprio per questo motivo stiamo continuando a valutare tutta la procedura. Non ci sta bene affidare ai privati servizi pubblici di questo tipo”. Le ragioni dello stop si legano soprattutto alla maxi inchiesta che ha coinvolto il management della Cpl Concordia. Gli imprenditori emiliani, infatti, sono accusati di essere dietro ad un sistema fatto di mazzette per ottenere importanti appalti pubblici. La conferma della revoca arriva direttamente dal sindaco Domenico Messinese. “Davanti ad indicazioni che giungono non solo dall’Autorità nazionale anticorruzione ma anche dalle prefetture che seguono la vicenda – spiega – non potevamo permetterci di stare con le mani in mano”.

No alle penali. La giunta sembra escludere anche il rischio del pagamento di penali. “Penali? Non credo ci sia questo problema – ammette il vice sindaco Simone Siciliano – non era stato ancora firmato un contratto con le aziende aggiudicatarie”. Non è da escludere che l’amministrazione possa pensare ad una soluzione interna attraverso la controllata Ghelas. Dopo l’avvio dell’inchiesta giudiziaria, si è andati incontro ad una totale riorganizzazione interna del consiglio d’amministrazione della Cpl Concordia. I nuovi manager hanno deciso di tutelarsi. Ritengono illegittime le revoche dei contratti prima che il prefetto di Modena abbia concluso l’intero procedimento a loro carico. Stando agli amministratori del gruppo, “come riportato dalle linee guida dell’Autorità nazionale anticorruzione-Ministero dell’Interno del 27 gennaio, le stazioni appaltanti potranno decidere riguardo alla sorte del contratto solo a seguito del provvedimento del prefetto in ordine alle sopraccitate misure”. Quindi, ogni revoca precedente alla chiusura del procedimento sarebbe illegittima.

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