Caltaqua si difende, “nostra gestione migliore di quella pubblica”: Greco, “non ho rinunciato a denuncia”

 
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Gela. La crisi idrica che, entro le prossime ore, dovrebbe rientrare, ha comunque segnato un precedente molto preoccupante. A causa di guasti alla rete, Caltaqua non ha garantito l’erogazione idrica a gran parte della città. Ancora in queste ore, tante famiglie attendono l’acqua, con le autobotti che continuano a distribuirla. I manager dell’azienda italo-spagnola, che gestisce l’intero servizio idrico, non ritengono di aver compiuto scelte errate. “Il susseguirsi delle rotture lungo la medesima condotta a distanza di qualche centinaio di metri e nell’arco temporale di sole quarantotto ore una dall’altra – il primo episodio si è verificato il 24 luglio, il secondo il 26 – ha costretto le squadre tecniche a lavorare costantemente in condizioni di emergenza. In particolare, anche il secondo intervento di ricerca e riparazione della perdita è stato condotto su di un tratto di rete “incamiciato tubo dentro tubo” in una condotta metallica e ciò ha inevitabilmente reso più complesso e lungo l’intervento. Il disservizio in questione ha riguardato all’incirca un terzo della città, senza interessare le strutture più sensibili (ospedale, carcere, clinica S. Barbara) che non hanno subito alcun disagio – si legge in una lunga nota diffusa dagli uffici della società – giova, inoltre, sottolineare che Caltaqua ha sempre direttamente coordinato questi lavori attraverso le proprie strutture tecniche di riferimento in costante contatto con la Direzione Tecnica e la Direzione Generale, impiegando di volta in volta la forza-lavoro necessaria. Il presidio e la gestione del cantiere, sempre assicurato, rientra nell’ambito di precise valutazioni del Gestore che, al crescere della necessità, ha puntualmente risposto incrementando le unità operative, individuando soluzioni tecniche di emergenza e provvedendo a venire incontro alle legittime esigenze dell’utenza, aumentando il numero delle autobotti e concertando con le autorità istituzionali, prefettura, amministrazione comunale, protezione civile e forze dell’ordine, la loro ubicazione e le modalità di approvvigionamento. E’ oggettivo che detta situazione sia stata affrontata dal gestore nella maniera più adeguata possibile utilizzando al meglio competenze e risorse disponibili”. Dagli uffici dell’azienda fanno una lunga disamina tecnica sugli interventi e poi si spingono anche oltre. “Appare, infine, utile rammentare che complessivamente, e dunque al netto di singole criticità come quella in corso di risoluzione, la situazione della distribuzione idrica nel territorio di Gela è considerevolmente migliorata rispetto alla precedente gestione pubblica, considerato che allora a fronte di una disponibilità di risorse praticamente doppia rispetto a quella attuale, la distribuzione idrica avveniva in media ogni quattro giorni – continua la nota – oggi alcune aree del territorio di Gela ha, invece, una distribuzione h24, e la rimanente parte della città è rifornita a giorni alterni. Il risultato ottenuto fino ad oggi è frutto dell’impegno e della capacità della società in termini di risorse e mezzi. La distribuzione idrica nella città di Gela, ultimati i lavori in corso di esecuzione finanziati dalla Regione Siciliana, sarà ulteriormente migliorata a beneficio della cittadinanza segnando un deciso cambio di passo rispetto al passato”. Da Caltaqua individuano risultati migliori rispetto alla gestione pubblica. L’emergenza, però, è anche istituzionale.

Il deputato regionale del Movimento cinque stelle Nuccio Di Paola ha presentato un’interrogazione al governo regionale. “Mezza città è a secco da quasi una settimana e i cittadini sono costretti a fare la fila davanti alle autobotti per avere qualche litro d’acqua: scene indegne di un luogo civile – dice -sono amareggiato e indignato e ho presentato un’interrogazione al presidente Musumeci e all’assessore dell’Energia e dei Servizi di pubblica utilità, Pierobon, per sapere come intendano intervenire per scongiurare nuove emergenze”. “Una conduttura di nuova costruzione – aggiunge – è esplosa due volte in pochi giorni, a riparare il guasto sono stati inviati solo alcuni operai, mezza città è rimasta a secco e poche autobotti sono state messe a disposizione per rifornire i cittadini in emergenza. L’accaduto apre quindi molti interrogativi sullo stato della rete idrica e sulla gestione del servizio da parte di Caltaqua. In passato, abbiamo già incalzato la società su altre questioni, come il pagamento di oltre 700 mila euro dovuti di Tosap pregressa degli ultimi cinque anni. Ancora una volta siamo costretti a parlare di Caltaqua e stavolta sia il governo regionale a chiarire le cose: quali sono i progetti di ammodernamento della rete? Quali i tempi per avviare e completare i lavori, così da scongiurare nuove emergenze idriche? Quali controlli o attività di vigilanza sono stati effettuati sul gestore, per accertare eventuali irregolarità o inadempienze contrattuali e tutelare l’interesse pubblico? Domande opportune, visto che i cittadini pagano bollette salate e hanno il diritto di ottenere servizi di qualità”, conclude il deputato. Domani, un vertice in Regione metterà allo stesso tavolo l’amministrazione comunale e i vertici di Caltaqua. La convocazione è arrivata direttamente dall’assessore all’energia Alberto Pierobon. Il sindaco Lucio Greco non esclude l’eventuale denuncia. “Non ho mai detto che rinunciavo a presentarla – spiega – c’è un tavolo di crisi aperto. Stiamo provvedendo a coprire tutti i quartieri che non hanno ancora erogazione. Conclusa l’emergenza, se ce ne saranno le condizioni, presenterò formale denuncia”.

1 commento

  1. Se non ci fosse stato l’intervento del sindaco , ci sarebbero ancora con 2 autobotte a rifornire mezza citta’.
    Scandalosa la gestione caltacqua a gela e piu’ scandaloso il silenzio dei cittadini nei loro confronti.

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