Cartelle esattoriali mai consegnate, a processo c’è un postino: in giudizio anche Poste Italiane

 
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Gela. In giudizio, entra anche il gruppo Poste Italiane. Alla fine, il giudice Marica Marino ha accolto le richieste giunte dal legale di una donna che si è trovata sulle spalle un debito

con il fisco da 140 mila euro, a causa di una serie di cartelle esattoriali non consegnate proprio da un operatore di Poste Italiane, adesso finito a processo. 

Le cartelle mai consegnate. La richiesta di chiamare in giudizio la società Poste Italiane, come responsabile civile, è stata formulata dall’avvocato Riccardo Balsamo che, in questo modo, cercherà di ottenere una maggiore copertura risarcitoria a tutela della sua assistita. A processo, con l’accusa di falsità ideologica, è finito Salvatore G. Sarebbe stato lui, infatti, l’operatore incaricato di effettuare le consegne nell’abitazione della donna, nei pressi della zona di Settefarine. In realtà, almeno in base alle accuse, le cartelle esattoriali non sarebbero mai state consegnate. Così, il debito con l’erario è diventato sempre più consistente, fino a toccare la cifra di circa 140 mila euro. La difesa dell’imputato, invece,  aveva già chiesto una perizia, con l’obiettivo di comprendere se l’operatore fosse in grado di intendere e di volere quando i fatti si sarebbero verificati. Davanti alle accuse mossegli dalla donna, l’imputato confermò di aver depositato tutte le cartelle esattoriali all’interno della cassetta postale dell’abitazione. In base alle indagini svolte dai magistrati della procura e al contenuto della denuncia sporta a carico del postino, però, l’abitazione della donna non avrebbe mai avuto una cassetta della posta installata all’esterno. Si tornerà in aula ad aprile.

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