Casse vuote nell’azienda sequestrata per mafia, l’indagine sull’amministratore giudiziario: chiesta la proroga

 
0

Gela. Una proroga delle indagini chiesta dai magistrati della procura, di modo da poter ulteriormente valutare quanto accaduto nella gestione di un’azienda d’autotrasporto locale, negli scorsi anni finita sotto amministrazione giudiziaria.

L’inchiesta avviata. La richiesta è stata formulata dai magistrati della procura che hanno avviato l’inchiesta dopo la denuncia dei titolari. Coinvolti in un procedimento penale con l’accusa di associazione mafiosa, sono stati assolti da ogni contestazione. Tornati nella disponibilità della loro azienda, l’hanno ritrovata con un passivo di circa un milione di euro, a fronte dell’attivo annuo da mezzo milione di euro, registrato prima del sequestro. L’indagine avviata dai magistrati della procura riguarda l’amministratore giudiziario che, nominato per gestire il gruppo, l’avrebbe lasciato con un carico debitorio pesantissimo. I titolari, così, non hanno più avuto modo di riprendere a pieno regime la loro attività. La mole di debiti si è concentrata non solo rispetto ai rapporti con i fornitori ma, addirittura, anche con il fisco. Rappresentati dall’avvocato Tommaso Vespo, gli imprenditori hanno avviato una causa civile, ancora in corso, oltre ad essere stati sentiti nel corso dell’inchiesta penale scattata negli scorsi mesi. Non si esclude, infatti, che l’amministratore giudiziario abbia messo in atto scelte capaci di produrre il collasso dei conti societari. 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here