Chiusura forzata dei musei senza custodi? In città si apre domenica e festivi

 
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Gela. Il parco archeologico di Gela potrà aprire anche le domenica e nei festivi. Lo ha assicurato il direttore del museo, Ennio Turco, a poche di distanza dal vertice regionale che si è tenuto a Palermo con il presidente della Regione Rosario Crocetta.

Dopo la polemica scoppiata nei giorni scorsi, ogni direttore di museo ha otto giorni di tempo per proporre soluzioni che consentano di assicurare l’apertura delle musei. Il problema ovviamente sono i fondi e la carenza di custodi.
Il direttore del museo gelese, città di origine del Governatore, sarà forse tra quelli che non dovrà impazzire per trovare una soluzione. Allo stato ci sono disponibili 18 custodi che coprono l’intero arco della giornata, con turni mattutini, pomeridiani e notturni (pur essendo chiuso il museo, che non è dotato di sistema d’allarme, è vigilato da un custode). Visto che la normativa dice chiaramente che il personale di custodia non può superare il trenta per cento dell’orario di servizio nei festivi durante l’arco dell’anno, con una rotazione si potrà assicurare l’apertura domenicale.
“E’ la soluzione che stiamo maggiormente battendo – ha detto il direttore Ennio Turco – perchè in questo modo ogni custode potrà assicurare la propria presenza per 14 domeniche l’anno senza violare la normativa”.
Qualche problema potrebbe porsi per le Mura Timoleontee di Caposoprano, mentre Bosco Littorio e il Castelluccio non sono più di competenza del museo ma della Soprintendenza. “Un aiuto concreto potrebbe arrivare anche dagli enti locali come il Comune – conclude Turco – o dai privati. Con specifiche convenzioni potremmo assicurare custodia e manutenzione del nostro immenso patrimonio archeologico”. Aggiungiamo inoltre che anche l’utilizzo di personale regionale dislocato in altri servizi potrebbe fare respirare i pochi custodi disponibili.

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