Giovani attratti dalla mafia, il vescovo si rivolge alla politica

 
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Gela. La mafia riesce ancora ad attirare i giovani mentre la politica stenta a capire, improvvisando e rincorrendo le emergenze.

A lanciare l’allarme sociale sono il vescovo Michele Pennisi ed il mondo del volontariato, che in una tre giorni di formazione promossi dal locale coordinamento del volontariato, col sostegno del Cesvop e della fondazione con il Sud, hanno stilato e proposto alla politica un modello per fronteggiare l’emergenza educativa e la lotta alla mafia.

Parlano della necessità di realizzare una rete trasversale di congiunzione tra scuola, associazioni e parrocchie. “La mafia è ancora capace di attirare i giovani, proponendo il consumo di sostanze stupefacenti, sotto l’illusorio di facili guadagni e di falsi idoli – accusa Michele Pennisi – Rispetto a qualche decennio fa c’è una sensibilità nuova dei giovani nei confronti della legalità grazie anche alle iniziative messe in cantiere da scuole, chiesa, associazioni e pubbliche istituzioni. L’educazione rappresenta il bene pubblico per eccellenza, quindi qualunque  istituzione pubblica deve essere interessata al fatto che ci sia un’educazione integrale e di qualità. Non ci sarà innovazione se l’educazione non sarà rimessa al centro dell’interesse e delle preoccupazioni delle persone, delle famiglie, dei corpi intermedi, di tutta la società civile e quindi dello Stato stesso”.

“Le associazioni chiedono alle istituzioni –  incalza Enzo Madonia –  di non improvvisare non rincorrere le emergenze, non sperperare energie e risorse. Significa fare rete, costruire un progetto educativo per la nostra città, costruire quella rete educativa cittadina senza la quale è impossibile fare sintesi, leggere i bisogni di un territorio ed organizzare le risorse. Parliamo una lingua che la politica stenta a capire, prova ad interpretarla, ma senza esiti buoni perché spesso manca dell’esperienza sociale. Per questo il volontariato ritorna ad essere scuola politica d’eccellenza chiamato a tracciare strade nuove”.

Il responsabile del gruppo Creativ, Giulio Carpi, giudica positivamente il lavoro svolto dal volontariato gelese, “quando torniamo a casa, nella nostra terra in Emilia Romagna, restiamo colpiti – sostiene – da come in questi anni, la città di Gela, grazie al lavoro di rete del volontariato, ci ha consentito di guardare come una comunità cambia davvero quando investe nell’educazione. La nostra missione è formare persone in ambito educativo e relazionale. Qui troviamo una contaminazione tra enti che ci stimola nella costruzione dei nostri percorsi”.

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