Inchiesta Heraclea Volley, sponsorizzazioni fittizie per aggirare il fisco: quattro condanne

 
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Gela. Le sponsorizzazioni in favore della Heraclea Volley, compagine locale che militò nel campionato di pallavolo in serie B1, servirono ad alimentare irregolarità fiscali. Il giudice Eva Nicastro, a conclusione del lungo dibattimento, ha emesso quattro condanne, tutte con la sospensione condizionale. L’entità delle pene è stata rivista al ribasso rispetto alle richieste dell’accusa, rappresentata dal pm Gesualda Perspicace. Due anni di reclusione sono stati imposti ad uno degli allora vertici della società sportiva, Mario Invincibile. Nei suoi confronti la richiesta della procura era di quattro anni. E’ stato ritenuto responsabile, con il riconoscimento della continuazione, per irregolarità negli anni di imposta dal 2012 e fino al 2014. Un anno e nove mesi, invece, a Salvatrice Caffo, sempre con la continuazione. La richiesta del pm era di tre anni e sei mesi. Un anno e sette mesi è la pena pronunciata per Salvatore Smecca, nei cui confronti il pm aveva concluso per un anno e due mesi. Infine, un anno e sei mesi a Massimo D’Andrea, per il quale la richiesta iniziale era di due anni e otto mesi. Per tutti gli imputati, come ha ricordato nella requisitoria il pm, il periodo di riferimento arrivava fino al 2014, quando vennero finalizzati i controlli su quello che fu individuato come un sistema fraudolento, quasi del tutto concentrato su sponsorizzazioni che gli inquirenti ritennero “fittizie”. Secondo l’accusa, le operazioni sarebbero state solo un escamotage per ottenere vantaggi fiscali. Fu ricostruita una sproporzione enorme rispetto ad altre società che erano iscritte allo stesso campionato. A non convincere furono i costanti prelievi in contanti che i vertici della società effettuavano subito dopo aver incassato le somme degli sponsor. Altri capi di accusa sono invece risultati prescritti. Il giudice, nel dispositivo letto in aula, ha richiamato la confisca diretta di somme nei conti corrente degli imputati o di beni immobili o altre disponibilità, per un valore pari a quello delle imposte evase. Gli imputati sono difesi dai legali Flavio Sinatra, Antonio Gagliano, Rosario Prudenti e Tommaso Vespo. I difensori, nelle loro conclusioni, hanno invece sostenuto che le sponsorizzazioni furono concrete e non finalizzate ad eludere gli obblighi.

A seguito dell’inchiesta sui bilanci della compagine di volley, sono già definitive altre due condanne. Lo scorso anno, la Cassazione si pronunciò respingendo i ricorsi delle difese dell’imprenditore Maurizio Melfa, della Meic, e di una dipendente del gruppo, Veronika Cauchi. Sono stati condannati, rispettivamente, ad un anno e due mesi e ad un anno. Scelsero il giudizio abbreviato.

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