La crisi dell’indotto Eni, a marzo i lavoratori rientrano in fabbrica? “Lo ha assicurato il vicesindaco Siciliano”

 
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Gela. Una tregua tra l’amministrazione comunale e gli operai dell’indotto Eni che, da tempo ormai, chiedono certezze rispetto ad un eventuale rientro in fabbrica? Il confronto in municipio. Sembra emergere questo, seppur tra posizioni piuttosto distanti, a conclusione del nuovo confronto tenutosi in municipio, durante una delle riunioni del tavolo di confronto attivato solo pochi giorni fa. Anche questa volta, a Palazzo di Città, c’erano gli operai, rappresentati da Francesco Cacici e Andrea Raitano, i capigruppo consiliari, il presidente dell’assise civica Alessandra Ascia e, appunto, il vicesindaco Simone Siciliano che segue l’intera vicenda Eni. “Il vicesindaco – spiega Francesco Cacici – a nostra precisa domanda, ha risposto che entro marzo l’indotto in esubero verrà riassorbito nei nuovi cantieri della green refinery. Onestamente, siamo molto scettici, ma a questo punto non possiamo che attendere prima di dare una risposta. Per noi, sarebbe come rassicurare centinaia di famiglie, prive di grandi prospettive”. Da mesi, gli operai dell’indotto rimasti fuori dal ciclo produttivo della raffineria di contrada Piana del Signore reclamano il rispetto dei protocolli, soprattutto sul piano dell’assorbimento della manodopera inserita nella lista di disponibilità. I lavoratori, infatti, ritengono che diverse aziende, attualmente impegnate in fabbrica, utilizzino lavoratori esterni al bacino storico.

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