Liberi consorzi, niente da fare per Gela: “Andremo fino alla Corte costituzionale”

 
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Gela. Anche il verdetto confermativo di adesione al Libero consorzio di Catania non consentirà alla città di modificare i confini territoriali della provincia nissena.

Liberi consorzi indietro tutta. “La riforma sui Liberi consorzi presentata all’Ars è totalmente modificata e non dà spazio all’espressione democratica dei siciliani – spiega il grillino Francesco Cappello, vice presidente all’Ars – Gela sarebbe dovuta diventare città capofila di un nuovo libero consorzio, e invece, attraverso questa revisione in corso d’opera, vede morire le sue antiche aspirazioni, proprio attraverso una modifica voluta dal suo Crocetta”. A raccogliere l’ennesima scure che si abbatte sui tentativi democratici dei gelesi di volere appartenere a città legati dalle stesse vocazioni economiche, culturali e turistiche sono i componenti del libero comitato “Gelensis Popupus”. Una delegazione composta da: Adriano Marchisciana, Nuccio Addario, Renato Nicosia e Carlo Varchi, ha partecipato a Palermo agli incontri sulla questione “Liberi Consorzi”, chiedendo lumi sull’iter delle legge “8 del 2014”, su invito dei gruppi parlamentari del Partito Democratico e del M5S. Il Pd all’Ars, con il capogruppo Balbo Gucciardi, ritiene che “le decisioni manifestate dai comuni di Gela, Niscemi e Piazza Armerina, di abbandonare le vecchie province, possano essere non tenute in considerazione dal Parlamento regionale”. 

Il consiglio comunale a Niscemi. La vicenda è tornata in aula consiliare a Niscemi, con una seduta allargata ai comuni di Gela, Niscemi, Piazza Armerina, San Cono, San Michele di Ganzaria, Mirabella Imbaccari, e ai comitati spontanei, tra i quali il Comitato per lo sviluppo dell’area gelese presieduto da Filippo Franzone. Erano presenti anche i sindaci dei comuni che hanno partecipato alla seduta consiliare. Il sindaco Angelo Fasulo si è detto pronto “ad andare fino in fondo” e perseguire anche le vie legali adendo alla Corte Costituzionale e alla Corte dei Diritti dell’Uomo, se fosse necessario. “Abbiamo rispettato e seguito la legge regionale – accusa Fasulo – difenderemo i diritti acquisiti dalle città che si sono espresse”.

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