L’ombra della mafia sugli imballaggi dell’ortofrutta, diciotto a processo: c’è anche imprenditore gelese

 
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Gela. Una sorta di monopolio nel mercato degli imballaggi per i prodotti agricoli che sarebbe stato assicurato dalla vicinanza alle organizzazioni mafiose. Elementi investigativi che due anni fa hanno portato i magistrati della Dda di Catania a chiudere il cerchio sui presunti responsabili, tutti coinvolti nell’inchiesta “Ghost trash”. Per diciotto coinvolti è arrivato il rinvio a giudizio. Nella filiera c’erano anche aziende che si occupavano del trasporto. A processo, davanti ai giudici del collegio penale del tribunale di Ragusa, va anche un imprenditore gelese. In base alle accuse, il sistema era stato organizzato di modo da controllare il mercato lungo la fascia trasformata che da Gela arriva in provincia di Ragusa. Le accuse più pesanti vengono mosse contro l’imprenditore Giombattista Puccio. Il processo prenderà il via ad aprile. Il gup del tribunale di Catania ha disposto il rinvio a giudizio anche nei confronti dell’imprenditore gelese, difeso dall’avvocato Carmelo Tuccio.

Riti alternativi invece sono stati scelti da altri imputati, si tratta di Giacomo e Michael Consalvo, Emanuele Greco e Emanuele Melfi. Nel corso dell’inchiesta, è emerso l’interesse sui flussi commerciali del mercato ortofrutticolo di Vittoria, uno dei più importanti dell’intero sud Italia.

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