Operaio ferito sul lavoro, condannato l’imprenditore titolare dell’azienda

 
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Gela. Un suo ex operaio, a causa di un gravissimo incidente sul lavoro, perse due dita di una mano. Adesso, per l’imprenditore edile C.M. è scattata la condanna anche in appello. I giudici di secondo grado, riconoscendolo colpevole di non aver adottato tutte le necessarie

misure di precauzione, hanno confermato la condanna a tre mesi di reclusione.
Erano stati i magistrati della procura generale di Caltanissetta insieme al legale dell’operaio, l’avvocato Carmelo Tuccio, ad impugnare la decisione di primo grado ritenendola troppo lieve. Nonostante ciò, a conclusione del nuovo dibattimento, i giudici di Caltanissetta hanno confermato la decisione dei colleghi di primo grado. Il pubblico ministero Antonino Patti, invece, aveva chiesto una pena più pesante, undici mesi di reclusione oltre al riconoscimento di un risarcimento in favore del lavoratore non inferiore a cinquantamila euro.
L’operaio R.I., dopo i fatti, venne anche licenziato dall’azienda per carenza di commesse. L’avvocato Carmelo Tuccio, nel corso del processo d’appello, ha messo in risalto le presunte responsabilità dell’azienda e, di conseguenza, dello stesso imprenditore. Una linea, invece, contestata dalla difesa dell’imputato, rappresentata in aula dall’avvocato Gaetano D’Arma.
I giudici d’appello, alla fine, hanno scelto di confermare la condanna. Al lavoratore dovrebbe essere riconosciuto un risarcimento da circa ottomila euro. R.I, dopo quei fatti, ha avuto diverse difficoltà sul piano dell’inserimento occupazionale proprio a causa dei danni subiti. Il grave incidente si verificò nell’azienda cinque anni fa. Al momento, la storia processuale seguita a quei fatti sembra chiudersi davanti ai giudici della corte d’appello di Caltanissetta.

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