“Se vivere nella merda ti infastidisce vieni a protestare in aula consiliare”

 
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Gela. Tanfo insopportabile e, adesso, presunti nuovi sversamenti di liquami nel torrente Gattano. Il caso del depuratore di Macchitella continua a non trovare soluzione.

Mentre i lavori avviati dagli operai dell’azienda romana Dionigi, intervenuti per conto del consorzio Valori, sarebbero dovuti finire lo scorso 12 febbraio, i componenti del comitato di quartiere hanno scelto di protestare all’interno dell’aula del consiglio comunale. La seduta di lunedì sera, quindi, si preannuncia già molto calda. Da settimane, i cittadini di Macchitella chiedono spiegazioni davanti ad un ritorno al passato che nessuno si sarebbe atteso soprattutto all’indomani del sequestro dell’impianto imposto dai magistrati della procura.
“È intollerabile vivere in una cloaca – scrivono in un appello pubblico – con sversamenti continui di liquami poco rassicuranti in mare, dove proprio i nostri figli fanno il bagno, e con le nostre case perennemente immerse nel fetore di fogna”.

 

“Se vivere nella merda non ti infastidisce – scrive il presidente Messinese ai residenti – se permetti di farti togliere pure l’area che respiri, rimani pure a casa in silenzio, altrimenti non ti lamentare solamente, vieni a dimostrare direttamente a coloro che hai delegato a decidere della tua vita il tuo disappunto, vieni lunedì 16 alle 20:30 in aula consiliare presso il palazzo di città”.

Arriverà una risposta ai loro reclami e alla domande, pubbliche, inoltrate al primo cittadino Angelo Fasulo e ai suoi tecnici? Stando alle cifre ufficiali, l’appalto per il miglioramento e il rafforzamento della portata dell’impianto biologico di Macchitella ha attratto circa tre milioni e mezzo di euro.

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