Uccise la madre: “solo atti bizzarri”, i periti confermano la capacità di Greco

 
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Gela. “Manifestazioni bizzarre non riconducibili, però, a patologie psichiche”. I periti che si sono occupati del caso del quarantenne Fabio Greco, autore dell’omicidio della madre adottiva

Iolanda Di Natale, trucidata nell’abitazione di famiglia nell’estate di due anni fa, sono stati sentiti davanti ai giudici della Corte d’assise d’appello di Caltanissetta.
Hanno confermato l’assenza di qualsiasi incapacità d’intendere e di volere dell’imputato durante quei drammatici momenti. In questo modo, come confermato dalla perizia appena depositata, smentiscono le valutazioni fornite, durante l’udienza preliminare in primo grado, dall’esperto che decretò l’incapacità d’intendere e di volere del quarantenne.
Il gup del tribunale di Gela, su quella scorta, dispose la non imputabilità di Greco e il relativo ricovero, per un periodo di almeno quindici anni, in un ospedale psichiatrico giudiziario. La violenza esercitata sul corpo della madre, quindi, non avrebbe un collegamento diretto con patologie psichiatriche. Una conclusione contestata dal legale di difesa, Giacomo Ventura. L’avvocato, durante l’udienza svoltasi davanti ai giudici nisseni di secondo grado, ha sottolineato diverse incongruenze legate proprio al confronto tra la perizia di primo grado e quella redatta dagli esperti nominati dalla corte d’assise su impulso dell’avvocato Flavio Sinatra, legale della famiglia della vittima e del carabiniere Giuseppe Emmanuello, gravemente ferito da Greco durante la colluttazione scoppiata all’interno dell’appartamento. Non a caso, la difesa ha chiesto la nomina di uno psicanalista con l’obiettivo di valutare le condizioni dell’imputato.
Richiesta respinta dai giudici al pari di quella relativa alla testimonianza di un ex coinquilino del quarantenne durante il periodo trascorso a Londra. In questo caso, il legale avrebbe voluto dimostrare l’assunzione di droghe sintetiche da parte del suo assistito, tale da provocargli gravissimi scompensi mentali. Droghe che sarebbero state assunte proprio durante il periodo inglese. Adesso, le parti ritorneranno in aula il prossimo 8 ottobre: i giudici d’appello potrebbero scegliere di farle concludere. Da sciogliere, c’è soprattutto il nodo di due perizie diametralmente opposte sullo stato mentale dell’imputato. 

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