Un trentenne in stato vegetativo dopo una festa di addio al celibato, in aula due testimoni: una giovane prestò i primi soccorsi

 
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Gela. Erano in quel locale, in contrada Femmina Morta, quando la tragedia si presentò sotto i loro occhi.


L’incidente nella piscina. In due hanno descritto quanto accaduto nell’agosto di quattro anni fa. Un trentenne, durante una festa di addio al celibato, finì nella piscina del locale, rimanendo sott’acqua, privo di sensi, per diversi minuti. Fu una giovane a prestare i primi soccorsi nel tentativo di rianimarlo. Il trentenne ha riportato gravissime conseguenze neurologiche, oggi si trova in stato vegetativo. Il titolare della struttura, davanti al giudice di pace, deve rispondere delle lesioni che sarebbero state causate dalla mancata applicazione delle misure di sicurezza nell’area della piscina. L’uomo è difeso dall’avvocato dall’avvocato Grazio Ferrara. La madre del trentenne vittima del terribile incidente è invece parte civile con il legale Filippo Spina. I due avvocati e il pubblico ministero hanno esposto le rispettive domande sia alla giovane sia ad un altro testimone, presente quella sera nel locale. Sono stati ricostruiti quei lunghissimi minuti. Nuovi testimoni verranno ascoltati in aula il prossimo gennaio.

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