Quasi schiacciata da un televisore, gravissime conseguenze per Naomi: condanna annullata

 
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Gela. Sono passati ormai dieci anni, da quando un tragico incidente domestico ha letteralmente cambiato l’esistenza di Naomi Celona. Aveva appena quattro anni, quando fu quasi schiacciata da un pesante televisore, che le cadde addosso, con conseguenze gravissime, a livello neurologico. La sua esistenza è mutata del tutto. I giudici della Corte di Cassazione, in settimana, si sono espressi su quella che è stata l’ultima tappa del procedimento penale. La sentenza di condanna, ad un anno di reclusione, disposta in primo e secondo grado nei confronti della zia, è stata annullata, senza rinvio. I giudici romani, ai quali si è rivolto il legale di difesa della donna, l’avvocato Salvo Macrì, hanno accertato l’intervenuta prescrizione. Per l’imputata, il procedimento si conclude e la condanna, dei precedenti gradi di giudizio, viene annullata. I magistrati di Cassazione hanno ritenuto ammissibile il ricorso, presentato dal legale di difesa, che ha posto una serie di questioni di legittimità. Anzitutto, il fatto che le decisioni, emesse nei precedenti gradi di giudizio, abbiano fatto leva sulle dichiarazioni, allora rilasciate dalla sorella della bambina, presente nell’abitazione di Settefarine, al cui interno si verificò l’incidente. Il legale, nel ricorso, è tornato a spiegare che quelle dichiarazioni, rese a sommarie informazioni testimoniali, non avrebbero dovuto costituire elemento per motivare la decisione sull’imputata. Inoltre, anche i criteri applicati per decidere, in primo e secondo grado, per il legale avrebbero tratto spunto da ricostruzioni non riscontrabili. Tra i motivi, proposti nel ricorso, proprio l’intervenuta prescrizione. Gli altri, alla fine, non sono stati ritenuti fondati, seppur valutati dai giudici.

L’imputata era accusata di non aver garantito il controllo necessario, per evitare che la piccola si avvicinasse al televisore, subendo lesioni gravissime. La donna ha più volte spiegato di non essersi mai distratta né allontanata, rimanendo nei pressi della bambina. Secondo questa linea, si sarebbe trattato di una terribile fatalità. Naomi dovrà convivere per tutta la vita con le conseguenze patite, dopo quanto accaduto. La difesa, come già nei precedenti giudizi, non ha mai mutato versione, ritenendo che l’incidente non possa essere collegato ad un’eventuale “culpa in vigilando”. La mamma della bambina ha seguito tutte le fasi del procedimento, costituita parte civile, con l’avvocato Carmelo Tuccio, che anche nel giudizio di Cassazione ha concluso per la conferma della condanna, ritenendo pienamente legittimo quanto deciso nei precedenti gradi. Erano stati riconosciuti il diritto al risarcimento e una provvisionale, per le conseguenze verificatesi. Nel dispositivo, i magistrati di Cassazione scrivono che “si rigetta il ricorso ai fini civili”, con la possibilità di un’azione per i danni.

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