“Tavoli nazionali su chimica e raffinazione”, sindacati ad Eni: “Non esclusa mobilitazione”

 
0

Roma. Per gli assetti produttivi della green refinery, di contrada Piana del Signore, si attende che possa essere del tutto dissequestrata l’area del sistema Ecofining, di recente interessata da un incendio, che ha portato i pm della procura ad avviare un’indagine. Più in generale, invece, i sindacati nazionali del settore, al termine del comitato strategico di Eni, tenutosi mercoledì, pongono diverse preoccupazioni sull’attuale corso strategico e gestionale dell’azienda e dei siti, sparsi sull’intero territorio nazionale. Le sigle di Filctem, Femca e Uiltec, attraverso le segreterie generali e nazionali, non condividono principalmente le scelte per la transizione energetica e produttiva. I vertici nazionali di Eni hanno confermato gli obiettivi strategici, che ormai guardano soprattutto alla produzione di carburanti sostenibili, di nuova generazione, e a fonti come il gas. A livello locale, uno dei target portanti è quello del progetto Argo-Cassiopea, con la base a terra per il gas. I manager della multinazionale, per il sito locale, hanno anche avviato l’iter, ministeriale, per il progetto dei carburanti biojet. “L’azienda ha ribadito i suoi piani di azione strategica in Italia per rispondere alle stringenti richieste di sostenibilità economica, ambientale e sociale, che questo delicatissimo momento impone, e verso e quali sta concentrando la quasi totalità dei suoi sforzi, di ricerca ed economici. Ha riconfermato anche la volontà di perseguire il suo obiettivo di contribuire al contenimento del fenomeno del global warming, con l’impegno verso il raggiungimento della neutralità carbonica nei suoi processi. L’obiettivo al 2050 è di essere produttore di energia e prodotti energetici solo da fonti rinnovabili. In tale ambito ci sono stati anche confermati i progetti ed i percorsi necessari alla transizione energetica, che saranno oggetto di finanziamento dedicato e che comprenderanno tutti i settori innovativi dai biocarburanti, al waste to fuel, alle bioplastiche – fanno sapere le segretarie nazionali di Filctem, Femca e Uiltec – infatti un contributo importante, fattivo ed immediato, nella lotta al global warming, sarà rappresentato dall’investimento che ci si propone di effettuare a Ravenna per lo stoccaggio e riutilizzo della Co2, così come già sta avvenendo in altri paesi della Comunità europea,. Ci sono riflessioni ulteriori in quanto sia l’investimento su Ravenna che quello sulla ulteriore trasformazione delle raffinerie tradizionali in bioraffinerie per la produzione di carburanti Hvo da immettere nella rete di distribuzione in aggiunta ad altri prodotti sulla mobilità, sia pesante che leggera, potrebbero essere una parziale risposta. Sulla questione Eni Power si sta finalizzando, previa individuazione definitiva di un partner operativo di settore, l’operazione che porterà alla cessione del 49 per cento della società di cui Eni manterrà la maggioranza ma anche oltre alla governance. Con il fondo di investimento individuato sarà realizzato un accordo di conto lavorazione lungo termine”. Novità dovrebbero esserci sul modello di gestione di alcuni asset. “Allo stesso tempo l’azienda ci ha rappresentato una nuova idea di modello societario attraverso la costituzione di nuove entità. E’ al via la collocazione in borsa di Plenitude, per la gestione del retail del gas e delle energia al pubblico, che porterebbe alla trasformazione in società partecipate a maggioranza da Eni, ma con una loro autonomia gestionale, dentro le quali collocare i diversi asset. Sulla falsa riga di questa operazione, Eni ci ha annunciato di avere allo studio anche una simile soluzione per il mercato dei prodotti petroliferi e del biometano, in cui potrebbe essere inserita anche la bioraffinazione”, precisano ancora. I dubbi dei sindacati, però, sono tanti, a partire dal settore della raffinazione.

“In questo contesto generale si sono palesate, in particolare sul tema della raffinazione, le difficoltà che rivestono un aspetto centrale per il nostro paese. Calo della produzione e della vendita di auto, progressiva elettrificazione delle stesse, eccessiva fiscalizzazione dei prodotti raffinati e calo del loro consumo. E’ stata ribadita l’esplicita volontà da parte di Eni di rimodulare gli investimenti produttivi nel settore, qualora non ci fosse un’inversione di tendenza da parte degli organismi preposti. Come organizzazioni sindacali abbiamo espresso le nostre legittime perplessità e preoccupazioni, rispetto al nuovo modello organizzativo a cui guarda Eni, in quanto manca un percorso progettuale che guidi la transizione energetica, che noi come organizzazioni sindacali riteniamo imprescindibile, attraverso gli investimenti industriali nel nostro paese”, fanno sapere dalle segreterie nazionali delle tre sigle. I sindacati vogliono un confronto costante e spingono per un tavolo nazionale sulla chimica e per uno sulla raffinazione. “Dovremo in ogni caso essere particolarmente vigili verso tutti i settori che potrebbero essere esclusi dalla transizione immaginata, per non generare un processo di creazione di bad o good company il cui anello debole sarebbero i soli lavoratori. Nella riunione del Comitato strategico abbiamo anche rinnovato le nostre preoccupazioni per lo stallo in cui versa la vicenda Versalis-Marghera. Ormai è trascorso quasi un anno dall’enunciazione del progetto di riconversione del cracking ma è sostanzialmente ancora tutto fermo e i lavoratori diretti, i siti a valle, e le organizzazioni sindacali sono ancora determinati nel non accettare una fermata al buio dello stabilimento. Per questi motivi, abbiamo rinnovato la richiesta ad Eni perché si condivida la necessità di riaprire il tavolo sulla chimica, già insediato l’anno scorso al Mise, e di avviare un tavolo nazionale sulla raffinazione, al Mite, che affronti e governi l’attuale fase di transizione dentro una prospettiva industriale”, aggiungono. In questa fase, i vertici nazionali di Filctem, Femca e Uiltec, non escludono nulla, neanche l’ipotesi di una mobilitazione, “in mancanza di risposte da Eni e dalla politica”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here