“Ato non può gestire impianti e attività”, Marino: “Greco impreciso e Srr non finanzia il carnevale”

 
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Il presidente Srr Vincenzo Marino

Gela. La prossima settimana, come abbiamo già riportato, potrebbero arrivare novità consistenti per gli equilibri interni dell’Ato Cl2 in liquidazione. L’assemblea, riunitasi ieri, inizierà a discutere del futuro del commissario Giuseppe Lucisano, negli ultimi anni alla guida dell’ambito, dopo aver preso il posto del suo predecessore Giuseppe Panebianco. I sindaci di Niscemi, Butera, Riesi, Mazzarino, Sommatino e Delia, hanno dimostrato di non riconoscersi più nelle scelte del commissario e non si ritrovano neanche nelle posizioni dell’avvocato Lucio Greco. Il presidente della Srr4 Vincenzo Marino, primo cittadino di Mazzarino e nel fronte che spinge per superare la gestione Lucisano e la fase di liquidazione dell’Ato, conferma quali sono alcuni cardini dell’attività svolta dalla società, che controlla Impianti Srr (in house alla quale è stato affidato il servizio rifiuti e che porta avanti la piattaforma di Timpazzo). “In merito al rilievo del sindaco di Gela, secondo cui la società controllata Impianti Srr non avrebbe dato risposta alla richiesta di prendersi cura di aree verdi e rotatorie, va semplicemente ricordato che il consiglio di amministrazione, nella seduta del 10 gennaio, ha deliberato di farsi carico dell’eventuale finanziamento di rotatorie o aree verdi cittadine, previa presentazione entro sessanta giorni dei relativi progetti di intervento”, spiega riferendosi proprio a quanto spiegato dall’avvocato Greco ad inizio settimane nel corso del question time, rispondendo all’interrogazione del leghista Emanuele Alabiso. E’ un punto sul quale ci sono state non poche differenze di vedute tra l’amministrazione comunale e la guida di Impianti Srr. Un servizio di questo tipo non era previsto nel contratto iniziale che è stato stipulato. Marino esclude ancora che gli altri sindaci non abbiano avuto la volontà di sostenere il riavvio del sistema di compostaggio di Brucazzi, sotto sequestro per un lungo periodo. “Anche l’affermazione del sindaco di Gela, secondo cui gli altri sindaci dell’Ato soltanto nell’assemblea di ieri si sarebbero accodati alla sua richiesta di fare entrare a regime l’impianto di compostaggio, è chiaramente imprecisa. Tutti i sindaci dell’Ato, infatti, hanno sempre chiesto l’immediata riapertura dell’impianto di Brucazzi al fine di conseguire risparmi di spesa e ricadute positive per i propri cittadini – aggiunge Marino – dobbiamo constatare, comunque, che ancora oggi l’impianto, come comunicato dal liquidatore nel corso dell’assemblea, non è operativo a causa dei recenti furti e degli atti vandalici subiti, per i quali tutti i sindaci hanno manifestato la piena vicinanza al commissario, confidando peraltro che le forze dell’ordine assicurino al più presto i responsabili alla giustizia”. Anche questo un punto che Greco ha toccato in consiglio comunale ritenendo “strano” che i sindaci non si fossero espressi sui danneggiamenti a Brucazzi. Ancora una volta, Marino ribadisce invece quella che è la posizione dei sei sindaci sulla gestione dell’impiantistica e degli asset di Ato rifiuti. “Nell’assemblea di ieri, si è posta la necessità di approfondire la tematica relativa alla possibilità da parte di Ato in liquidazione di poter ancora oggi gestire attività legate al ciclo dei rifiuti alla luce delle previsioni dell’art. 19 della L.r. n. 9/2010 “Le gestioni (ATO) cessano il 30 settembre 2013 e sono trasferite in capo ai nuovi soggetti gestori (SRR) con conseguente divieto per i liquidatori degli attuali Consorzi e Società d’ambito di compiere ogni atto di gestione. Gli attuali Consorzi e Società d’ambito si estinguono entro il 31 dicembre 2013”. Per questo aspetto – sottolinea Marino in una nota – i soci hanno concordato di coinvolgere il dipartimento regionale acqua e rifiuti, che nel 2021, durante la fase emergenziale, ha affermato che la “gestione” era di Ato, ma che sul punto era stato chiesto un approfondimento all’Avvocatura dello Stato di cui non si hanno notizie. Proprio per la mancanza di titolarità degli Ato in liquidazione a gestire attività connesse al ciclo dei rifiuti, in precedenza, lo stesso assessorato all’energia, con le note prot. n. 6789/GAB del 29 agosto 2017 e prot. n. 5561/GAB del 31 maggio 2019, aveva diffidato l’Ato Cl2 in liquidazione a trasferire la gestione dei beni alla Srr”. Marino sintetizza quelle che sono convinzioni ormai radicate e che hanno indotto i sei sindaci a chiedere di poter decidere sulla possibile revoca del commissario Ato.

“Soltanto con il subentro della Srr4 in tutti rapporti giuridici facenti capo ad Ato Cl2 in liquidazione, così come è stato già fatto per gli Ato idrici di Caltanissetta e di Enna, ai quali sono subentrati le Ati di Caltanissetta e di Enna, si può immediatamente chiudere la liquidazione ed arrestare l’ingiustificato esborso di danaro pubblico. Possibilità avallata anche da approfondimenti giuridici-amministrativi effettuati dalla Srr. L’identità dei soci della Srr e dell’Ato, infatti, da un lato non giustifica la duplicazione delle spese di gestione, dall’altro consente con immediatezza il concretizzarsi del passaggio nel pieno rispetto della L.r. n. 9/2010 e dei principi civilistici in materia di gestione liquidatoria delle società, atteso che con il subentro a titolo universale verrebbero garantiti tutti i diritti dei creditori. I crediti di maggiore importo, vantati nei confronti del Comune di Gela, sono caduti nel dissesto, per cui, in manca del subentro della Srr, la liquidazione rischia di protrarsi per parecchi anni. Il liquidatore non può avviare le procedure finali senza avere prima approvato i bilanci di esercizio degli ultimi due anni. Il liquidatore ha calpestato la volontà dei sindaci in merito alle richieste di convocazione delle assemblee e soltanto il collegio, in via sostitutiva, ha convocato per il 15 e 16 febbraio l’assemblea straordinaria per la revoca e la sostituzione dell’attuale liquidatore”, riporta ancora la nota. Il presidente Srr, infine, precisa che “fuorvianti appaiono le affermazioni apparse sugli organi di stampa secondo cui la Srr e la Impianti Srr avrebbero finanziato il carnevale dei Comuni soci”. “Il cda della Srr nella seduta del 10 gennaio ha soltanto deliberato di stanziare le somme per l’avvio delle attività di comunicazione relative al primo semestre dell’anno 2024 e che le relative somme saranno erogate ai Comuni soci solo dopo la presentazione e approvazione del relativo progetto di comunicazione – conclude – nessuna somma, invece, è stata ancora stanziata o distribuita dalla controlla Impianti per le attività di comunicazione istituzionale”.

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