Attesa per Breast unit e Utin, l’atto aziendale punta ai “bisogni del paziente”

 
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Da sinistra: Nadia Gnoffo (assessore Sanità), Marcella Santino (direttore Sanitario Asp Cl2), Alessandro Caltagirone (manager Asp Cl2), Pietro Genovese (direttore Amministrativo Asp Cl2).

Gela. Il riordino della sanità provinciale mira ad accrescere “i bisogni del paziente” puntando su novità strutturali e organizzative. Ad affermarlo è Alessandro Caltagirone, direttore generale dell’Asp di Caltanissetta, secondo cui “per la redazione del nuovo documento di programmazione è stato indispensabile analizzare in modo puntuale le difficoltà che il paziente incontra per l’accesso e per la fruizione dei servizi sanitari”. Tra le principali novità introdotte figurano il coordinamento delle sale operatorie, la gestione delle liste di attesa, l’appropriatezza e qualità dell’assistenza, un innovativo servizio di Bed Manager, indispensabile “soprattutto per la gestione del sovraffollamento dei Pronto soccorso – precisa il manager Caltagirone – e per favorire il governo dei flussi dei pazienti all’interno dell’ospedale e pianificare la logistica dei posti letto”. Il documento di programmazione annovera unità a supporto del management per il controllo di gestione, servizi informatici, ricerca, donazione sangue, midollo e trapianti.
L’atto aziendale approvato a fine settembre (delibera n. 1422) prevede, per il presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele”, in sintonia con i sindaci e le organizzazioni sindacali, sia la realizzazione della unità di Terapia intensiva neonatale (Utin) che l’avvio della più complessa Breast unit. Non è stato ancora indicato il ripristino di Malattie infettive, reparto vitale ma soppresso nell’indifferenza delle istituzioni.
E’ stata avviata il primo ottobre, invece, la Neurologia, unità operativa complessa caratterizzata da 3 posti letto ed un ambulatorio dedicato chiamato a rispondere alla carenza nel territorio dopo la soppressione, approvata dal governo regionale Crocetta, legata alla rimodulazione dei servizi offerti dalla casa di cura Santa Barbara di Macchitella.
“Ci siamo già accorti – ammette il direttore generale Caltagirone – che, con l’obiettivo di rendere più esplicito ed in modo chiaro ed inequivocabile il contenuto dell’atto aziendale, attraverso delle tabelle e degli organigrammi funzionali, qualche casella è sfuggita, come quella dell’Hospice di via Palazzi. Ma, a breve, ci sarà un documento integrativo che espliciterà la presenza di tutte le unità operative semplici (Uos) e le Unità operative semplici dipartimentali (Uosd) che completano il documento di programmazione”. Per l’unità dipartimentale di Terapia Intensiva Neonatale sono in corso di completamento i lavori di realizzazione di un’area dedicata. L’avvio della Breast Unit, invece, passa dalla “definizione di particolari percorsi di diagnostica e cura ed il reclutamento di medici chirurghi dedicati e con competenze specifiche – spiega il manager -, per la piena indipendenza della struttura”.

“Il documento di riorganizzazione aziendale, è stato redatto – sottolinea Alessandro Caltagirone – dopo una accurata analisi della domanda assistenziale, delle criticità esistenti e pertanto, nei contenuti, si riscontrano numerose iniziative organizzative, indispensabili al costante e puntuale funzionamento dell’intera azienda sanitaria”.
Oltre ai servizi dei servizi ospedalieri sono stati definiti quelli offerti dal dipartimento territoriale.
“Per quanto attiene, nello specifico, al Dipartimento Ospedaliero e dell’Integrazione Area territoriale – assicura il manager dell’Asp di Caltanissetta -, la direzione aziendale si pone l’obiettivo di rifunzionalizzare i presidi ospedalieri sottoutilizzati, superare la frammentazione e la duplicazione di prestazioni razionalizzando l’offerta, assicurare la continuità delle cure dalle acuzie al post acuzie, alla riabilitazione”. Elemento di novità all’interno di questo dipartimento risulta essere la UOSD Coordinamento dei Cal (Centri di Assistenza Limitata), con caratteristiche di Day Service o ambulatoriale (endoscopia, oculistica, nefrologia, ecc.) “rappresentano un modello sanitario di qualità e di ulteriore garanzia per il diritto alla salute – precisa Caltagirone -, in quanto consente di arrivare con le prestazioni sanitarie fino al cittadino che si trova nelle aree più periferiche. Già in provincia risultano attivati i Cal di Dialisi di Mussomeli, quello di Oculistica di Gela e Mussomeli e quello di Gastroenterologia di Mussomeli- Niscemi e Mazzarino”.
Le novità introdotte nell’area amministrativa puntano a colmare la carenza di varie figure personale.
Non è stato tralasciato l’annoso problema legato alla accoglienza degli utenti in ospedale. L’introduzione del servizio Facility Management e ingegneria Clinica, dovrà colmare le carenze dell’ospedale prevedendo presidi dedicati all’utenza, come sportelli di accoglienza, segnaletica, trasporti interni, qualità dell’immobile, servizi alberghieri.

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