Audizione di Lo Nigro all’Ars: nel mirino il direttore del Biviere e i vincoli sic

 
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Gela. Criteri da rivedere anche per via normativa. La questione delle riserve orientate, compresa quella del Biviere, è stata al centro della lunga audizione resa dal presidente dell’ordine provinciale degli agronomi Piero Lo Nigro davanti ai membri della quarta commissione territorio e ambiente dell’Ars, presieduta da Giampiero Trizzino.

Sia il presidente a cinque stelle che l’assessore al ramo Maria Lo Bello hanno deciso di approfondire tutti gli aspetti legati, in primis, ai requisiti per la nomina a direttore delle riserve.
Un’audizione chiesta già da tempo dallo stesso Lo Nigro. Al centro del contendere, infatti, c’è anche la reggenza della riserva orientata del Biviere, attualmente affidata all’associazione Lipu e al direttore Emilio Giudice. Stando alla normativa regionale in materia, come ribadito da Piero Lo Nigro, essenziale per la nomina a direttore di una riserva è il possesso di una laurea in scienze naturali, biologiche, agrarie o forestali.
Un requisito che mancherebbe, invece, allo stesso Emilio Giudice. Non a caso, nei mesi scorsi, non sono mancati i botta e risposta fra Piero Lo Nigro, in qualità di presidente dell’ordine degli agronomi, e l’attuale direttore della riserva Biviere. Giudice, infatti, ha sempre escluso qualsiasi tipo di problema, facendo comunque riferimento alla convenzione stipulata fra gli uffici regionali e la Lipu. Lo Nigro, invece, davanti ai membri della commissione presieduta da Giampiero Trizzino, ha ribadito la necessità che la normativa in materia si applichi anche alle associazioni.
L’assessore Maria Lo Bello, a conclusione dell’audizione, si è detta intenzionata ad intervenire per via normativa. Ma Lo Nigro, inoltre, ha puntato il dito in direzione dei vincoli sic e zps tracciati nel piano di gestione della riserva Biviere. Vincoli, a detta dell’agronomo, fin troppo estesi: tanto da aver fatto perdere molti contributi, ottenuti da imprenditori del settore agricolo, destinati all’avvio di attività produttive nella zona. In sostanza, non ci sarebbe stata alcuna concertazione con le istituzioni locali. Anche su questo fronte, l’assessore Lo Bello ha aperto uno spiraglio per la rimodulazione dell’intera materia.
Una questione, comunque, che nelle prossime settimane non mancherà di far scrivere nuovi capitoli.

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