Guasti alle condotte e acqua sempre razionata: “Nelle campagne è un caos, non funziona niente”

 
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Gela. “Non funziona niente. E’ un caos, tra rotture di condotte e acqua che non c’è mai”. Il triste copione è sempre uguale, da anni. Le campagne locali, in questo periodo battute da temperature insopportabili, continuano ad essere sull’orlo di un destino ancora più desolante. Gli operatori, come conferma Liborio Scudera, non sanno più a chi rivolgersi. Le richieste di incontri e tavoli istituzionali non hanno sortito effetto alcuno. Le dighe locali sono infrastrutture che non riescono a sostenere le esigenze degli agricoltori. Gli interventi previsti, che dovrebbero essere consistenti e coperti finanziariamente con ingenti somme, sono rimasti solo sulla carta. Un clima da disfatta che sempre più spesso allontana dai campi chi ancora crede nella ripresa. “Siamo rimasti pochi a proseguire – spiega Scudera – come facciamo? Ci appoggiamo ai pozzi con l’acqua e i costi per l’energia sono enormi. Tanti sono stanchi e neanche si lamentano più. Hanno perso pure questa spinta”. Il comparto che dovrebbe trainare il territorio continua ad essere relegato nel fondo delle priorità politiche. L’acqua è praticamente razionata a causa di dighe con chiari deficit strutturali.

Quando c’è, in molti casi finisce in mare. Una delle poche vie che gli agricoltori locali sembrano intravvedere è quella del riuso delle acque reflue depurate. “E’ una delle note liete – conclude Scudera – ci sono progetti che stanno andando avanti e con la situazione che dobbiamo affrontare potrebbe essere un ottimo risultato. Speriamo inoltre che la riforma dei Consorzi di bonifica possa darci uno spiraglio in più”.

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