I chimici a Roma, non si esclude lo sciopero dei dipendenti Eni: “C’è un processo di continuo ridimensionamento”

 
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Gela. Non solo la crisi dell’indotto tra le conseguenze più pesanti dell’attuale fase di riconversione della fabbrica Eni di contrada Piana del Signore.

“Un continuo ridimensionamento…”. Adesso, gli stessi dipendenti del diretto potrebbero fermasi. Una giornata nazionale di sciopero di tutti gli operatori della multinazionale sembra alle porte. La decisione è arrivata da Roma, dove si è tenuto un attivo unitario delle tre sigle di Cgil, Cisl e Uil. Tra i delegati, c’erano anche i segretari provinciali dei chimici di Filctem, Femca e Uiltec. Gaetano Catania, Francesco Emiliani e Maurizio Castania hanno rilanciato la questione della fabbrica di contrada Piana del Signore. L’attivo è stato convocato dalle segretarie nazionali a partire dalla discussione, ancora in atto, sul prossimo futuro di Versalis che, a breve, potrebbe essere rilevata, per gran parte del capitale, da fondi esteri. “La nostra posizione è chiara – spiega Francesco Emiliani – nell’ultimo anno abbiamo assistito ad un continuo processo di ridimensionato. Versalis ne è la prova. Non dimentichiamo, però, i progetti di esplorazione e trivellazione in mare e la raffinazione. Gela rientra, purtroppo, in questo processo. Il gruppo Eni sta focalizzando i propri obiettivi strategici solo su alcuni settori. Se non cambia qualcosa, a rischio ci saranno migliaia di posti di lavoro”.

L’incontro con Syndial. Una posizione condivisa anche dai segretari Gaetano Catania e Maurizio Castania. I tre sindacalisti, adesso, attendono d’incontrare i vertici di Syndial per capire quale sia l’effettivo stato dei progetti di bonifica del gruppo Eni. “L’incontro si terrà nei prossimi giorni – dice ancora Emiliani – cercheremo di capire quali siano gli iter dei piani di bonifica. Ad ogni incontro istituzionale, i rappresentanti politici annunciano il via libera a tutte le autorizzazioni ma i lavori stentano a partire. Come mai? Lo sciopero dei dipendenti Eni? Dovrà, eventualmente, essere deciso al termine delle assemblee”.

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