Il blitz “Falco”, servizi di sicurezza imposti ai locali notturni della città? Domiciliari ad un indagato

 
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Gela. Il presunto gruppo criminale individuato con l’indagine antimafia “Falco” avrebbe mirato, in diverse occasioni, a mettere a posto i titolari di alcuni locali della città, anche per il tramite dell’imposizione dei servizi di sicurezza.

I servizi di sicurezza “imposti”. In sostanza, almeno stando alle ricostruzioni fornite dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, dai poliziotti della mobile nissena e da quelli del commissariato, buttafuori di fiducia sarebbero stati imposti ai gestori di diversi locali. Così, nonostante il rigetto di praticamente tutti i ricorsi presentati al riesame dai magistrati della Dda, è però arrivato l’inasprimento della misura di custodia cautelare per uno degli indagati. Si tratta proprio di un operatore della sicurezza finito sotto la lente di ingrandimento dei magistrati. Non gli vengono contestate accuse legate all’associazione mafiosa ma sono rimaste in piedi quelle relative alle estorsioni. Sarebbero due gli episodi ricostruiti dagli investigatori. L’indagato, infatti, avrebbe imposto ai titolari di altrettanti locali notturni della città la sua presenza per garantire il servizio di sicurezza. Una ricostruzione, però, contestata dalla difesa, sostenuta dall’avvocato Filippo Spina che, non a caso, potrebbe scegliere di impugnare il provvedimento davanti ai giudici di Cassazione. I magistrati del riesame, accogliendo in parte le richieste arrivate dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, hanno disposto l’applicazione degli arresti domiciliari. Misura inasprita anche ai danni di un altro presunto buttafuori finito al centro dell’inchiesta.

Niente misura per un imprenditore edile. E’ stato respinto, invece, il ricorso presentato dai magistrati nisseni e destinato ad inasprire la misura cautelare ai danni di un imprenditore edile. La difesa, rappresentata dall’avvocato Maurizio Scicolone, è riuscita a dimostrare come i contatti tra l’uomo e altri indagati si limitassero solo a rapporti di lavoro.

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