Il Megafono non si spacca e Guastella “pizzica” la giunta: i non eletti hanno presentato ricorso

 
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Gela. Dopo l’uscita estiva di Carmelo Casano, che decise di lasciare il gruppo consiliare, il Megafono locale sembra attraversare un periodo di riflessione. “Il gruppo è unito ma…”. Il coordinatore cittadino Laura Caci cerca di mediare soprattutto tra i consiglieri del movimento fondato dal presidente della regione Rosario Crocetta. “Fino ad oggi – dice il consigliere Sara Bonura – il gruppo, nonostante alcuni punti di divergenza, è unito. Ci saranno riunioni anche nei prossimi giorni ma credo che l’intesa ci sia anche sul fronte delle commissioni”. Proprio Sara Bonura, negli scorsi giorni, ha depositato sui tavoli della presidenza del consiglio una richiesta ufficiale, sottoscritta da altri consiglieri, legata alla possibilità che i viaggi istituzionali del sindaco Domenico Messinese e del vice Simone Siciliano vengano “monitorati” con la presenza nella delegazione di almeno un rappresentante del civico consesso. “In politica non si può dare nulla per scontato – ammette l’altro consigliere del Megafono Giuseppe Guastella – al momento, non ho motivi per dire che cambierò scelte. E’ vero, ci sono stati problemi e nessuno si aspettava l’uscita di Carmelo Casano ma credo che l’esperienza del Megafono, almeno per il momento, proseguirà”. Il Megafono può contare, in attesa di capire quale composizione avranno le commissioni consiliari, anche sulla vice presidenza del consiglio con Maria Pingo.

Il caso del baratto amministrativo. Proprio Guastella, però, non ha gradito la scelta della giunta comunale di “appropriarsi” dell’istituzione del baratto amministrativo. Ovvero, lavoro per conto dell’ente in cambio della copertura di tributi non pagati. Fu Guastella il primo firmatario di una mozione, depositata già alcuni mesi fa, che prevedeva il passaggio a questo sistema. Alla fine, invece, non è stato invitato neanche alla conferenza stampa di presentazione voluta dalla giunta. “Non sono interessato a passerelle politiche – scrive in una lettera pubblica – ma in una conferenza stampa dovrebbe essere riferito con obiettività l’esatto iter amministrativo di una proposta, specificando da chi provenga l’idea. E’ legittimo che l’amministrazione comunale faccia propria la mozione da me protocollata ma quanto meno che ne rispetti la provenienza, facendo riferimento a chi per primo ha proposto di applicare il baratto amministrativo in città”. Così, il consigliere invita la giunta ad essere “tanto solerte” anche rispetto ad altre sue richieste, dalla rimozione dei rifiuti sempre presenti nelle aree balneari agli interventi di manutenzione delle strade urbane.

Il ricorso presentato in tribunale. Intanto, però, in casa Megafono si dovrà attendere l’esito giudiziario del ricorso presentato dal primo dei non eletti a conclusione delle scorse amministrative, ovvero l’avvocato Francesco Castellana, e dall’altra candidata Anna Salsetta. Entrambi contestano la presunta incompatibilità proprio di Guastella che durante il periodo elettorale ricopriva la carica di consigliere nel cda dell’Ente per il diritto allo studio dell’Università di Catania. Un incarico che, stando al ricorso, sarebbe stato mantenuto ben oltre i termini della rinuncia sanciti dalla legge e destinati ad impedire l’incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e quella di componente del consiglio d’amministrazione di un ente pubblico. La prima udienza è già stata fissata per gennaio davanti al giudice civile del tribunale. “Sono sereno – dice Guastella – ho lasciato l’incarico nel cda dell’Ersu di Catania e ho rispettato quanto previsto dalla legge. Di certo, i candidati hanno tutto il diritto di rivolgersi ad un giudice qualora nutrano dubbi”.   

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