Gli immobili abusivi restano allacciati, i controlli servono a ben poco

 
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Gela. Ai fabbricati abusivi non sempre è possibile revocare l’allaccio dei contatori idrici. Lo rivela il bilancio dell’analisi effettuata dalla società Caltaqua, sollecitata dal settore Edilizia del Comune che ha indicato “erroneamente due volte” una lista di 141 presunti allacci su edifici abusivi e interessati da ordinanza di demolizione.

Con esattezza, “dall’analisi effettuata sulle 141 ditte indicate nell’elenco – sottolineano i vertici della società spagnola – notificato erroneamente due volte dal Comune, è emerso che per 75 nominativi non risultano contratti di fornitura idrica stipulati con Caltaqua, nè dagli intestatari indicati né nelle vie corrispondenti.

Per altri 43 nominatici, a seguito di ordinanza di demolizione, è stato emesso un ordine di lavoro per disattivare la fornitura idrica ma non è stato possibile ritirare il contatore idrico in quanto lo stesso rifornisce anche altre unità abitative non abusive.

Per 17 ditte la società ha richiesto al Comune le ordinanze di demolizione per procedere ad una eventuale disattivazione della fornitura idrica.

Per i rimanenti 6 nominativi – conclude Caltaqua – risultano stipulati contratti di fornitura idrica che riguardano unità abitative in regola con le normative vigenti. La verifica che il Comune ha chiesto di effettuare sugli allacci idrici – segnala Caltaqua – dei 141 fabbricati da demolire è stata già tempestivamente effettuata, in largo anticipo rispetto al nuovo sollecito”.

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