La revoca della Ascia, ci sono i numeri? Il centrosinistra pronto a sfiduciarla con un documento: Di Cristina, “lo statuto del Pd vale per tutti”

 
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Gela. Il dibattito in aula consiliare è fissato per martedì sera. Nel centrosinistra, però, si pensa alla strategia da adottare quando bisognerà valutare la possibile revoca del presidente Alessandra Ascia. Il documento contro la Ascia. La mozione, originariamente firmata da Carmelo Casano, Giovanni Panebianco, Giuseppe Guastella e Cristian Malluzzo, è stata integrata anche dalle firme di Romina Morselli, Sandra Bennici e Sara Bonura. Allo stato attuale, però, non sembra esserci la possibilità, soprattutto a livello numerico, di arrivare ad una maggioranza di voti favorevoli alla revoca del presidente. L’unità di centrosinistra, però, vuole comunque marcare il campo. Così, martedì sera in aula consiliare, dovrebbe essere letto un documento unitario, condiviso dai “ribelli” del Pd, dai consiglieri del Megafono, da quelli di Adesso Gela e del Polo Civico. In sostanza, niente revoca della Ascia ma una sfiducia politica che arriverà dai banchi occupati dai suoi stessi compagni di avventura, ovvero quelli di centrosinistra. Tra le fila del Pd, il vice capogruppo Carmelo Orlando seguirà di certo la linea ufficiale della segreteria, quindi a sostegno della Ascia. Salvatore Gallo, già negli scorsi giorni, ha sostenuto di non aver mai chiesto la revoca del presidente. Di conseguenza, in casa democratica la sfiducia politica verrà certificata dal capogruppo Vincenzo Cirignotta e dall’altro consigliere Romina Morselli. Il documento unitario dovrebbe essere firmato anche da Giuseppe Ventura, Antonino Biundo, Cristian Malluzzo, Sara Bonura, Maria Pingo, Guido Siragusa e Sandra Bennici. Proprio Guido Siragusa e Vincenzo Cirignotta dovrebbero mettere mano al documento da presentare in aula, di modo da accontentare le diverse anime dell’unità.

“Statuto e codice etico del Pd sono validi per tutti”. La segreteria cittadina del Pd sostiene il presidente Alessandra Ascia e si rifà al documento stilato la scorsa settimana, al termine della direzione. “La nostra posizione non cambia assolutamente – dice il segretario Peppe Di Cristina – nel documento stilato al termine della direzione, e condiviso con gli organismi provinciali e regionali del Pd, facciamo riferimento alla necessità che tutti gli iscritti rispettino lo statuto e il codice etico del partito, altrimenti saremo pronti a tutelarci. Abbiamo ufficialmente invitato il consigliere Romina Morselli a ritirare la firma apposta sulla richiesta di revoca. La città ha bisogno di ben altre risposte”. L’eventuale fallimento della richiesta di revoca potrebbe favorire non solo il presidente Alessandra Ascia ma anche lo stesso Peppe Di Cristina, accusato dai “ribelli” di essere solo il referente dei grandi vecchi del Pd locale. Allo stesso tempo, però, l’eventuale documento unitario del centrosinistra, che andrebbe a delegittimare politicamente il ruolo di Alessandra Ascia, aprirebbe una frattura enorme tra il gruppone dei dieci dell’unità e la presidenza targata Pd. 

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