Marabusca e Cipolla interdette, il caso bonifiche al ministero: 60 giorni per completare tutti gli iter

 
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L'ex discarica industriale Cipolla

Gela. Il tema delle bonifiche nuovamente sul tavolo del Ministero dell’Ambiente. Marabusca e Cipolla interdette. Si è concluso da pochi minuti, il vertice romano che, tra gli altri, ha visto partecipare l’amministrazione comunale, i tecnici ministeriali, quelli di Eni e i rappresentanti della Riserva Orientata Biviere. Intanto, entro sessanta giorni si dovrà completare l’iter di tutti i progetti di bonifica delle aree private già caratterizzate, a partire da quelle del gruppo Eni. Sul tavolo ministeriale, non si è esclusa la possibilità che la Regione possa sbloccare un parte dei quindici milioni di euro previsti per interventi di bonifica anche in aree pubbliche come quelle nelle quali ricadono discariche come Marabusca e Cipolla. “Sia Marabusca che Cipolla – dice il vice sindaco Simone Siciliano che ha preso parte al tavolo – verranno interdette totalmente, di modo da evitare ulteriori contaminazioni”.

L’ampliamento del Sin. Si è aperta la possibilità di un ampliamento dell’area Sin, così come chiesto più volte, anche al tavolo regionale, dai rappresentanti della Riserva Orientata Biviere, al ministero presenti con Emilio Giudice. Si mira soprattutto a ricomprendere siti che, in passato, sono stati utilizzati per smaltire rifiuti speciali e scarti della produzione industriale. Dai numeri in possesso dei tecnici, solo una minima parte dei fondi disponibili è stata utilizzata per interventi di bonifica nell’area locale. Gli interventi dovrebbero estendersi anche al relitto della New Rose, la nave affondata a largo delle coste e ancora in attesa di essere rimossa. Adesso, però, si punta al tavolo del 24 febbraio, fissato al Ministero dello sviluppo economico e incentrato totalmente sull’attivazione del protocollo d’intesa del novembre di due anni fa.  

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