Mezzo chilo d’hashish nella Peugeot di Timpanelli, accuse ad un faccendiere: lo voleva incastrare?

 
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Gela. “Dalle indagini effettuate risultò che Biagio Tribulato, proprio in quel periodo, aveva avuto diversi contatti telefonici con persone vicine al clan Ceusi

di Catania, attive anche nello spaccio di droga”.

La droga ritrovata nel passaruote. Uno degli investigatori che avviò le indagini dopo il ritrovamento di quasi mezzo chilo d’hashish all’interno del passaruote della Peugeot 308 cabrio dell’insegnante Domenico Timpanelli è stato sentito, insieme ad altri militari della guardia di finanza, durante il dibattimento che si sta celebrando proprio a carico di Biagio Tribulato, un faccendiere siracusano accusato di calunnia e simulazione di reato. I magistrati della procura, infatti, ritengono che la droga ritrovata sull’auto di Timpanelli sia stata, in realtà, piazzata appositamente per incastrarlo. Timpanelli è stato prosciolto dalle accuse mossegli all’indomani dell’arresto risalente all’aprile di tre anni fa. Oltre all’hashish, furono sequestrate più di sessanta monete antiche e circa cinque grammi di cocaina. “Dagli esami tecnici effettuati – ha proseguito il finanziere – non sono state riscontrate manomissioni sulla vettura di Timpanelli”.

I contatti telefonici. I dubbi degli inquirenti cadono proprio sulla dinamica dei fatti dell’aprile di tre anni fa. Mentre i finanzieri organizzavano un servizio d’osservazione sotto l’appartamento di Timpanelli a Macchitella, la cella telefonica di Tribulato veniva intercettata in via Ravenna, praticamente nei pressi della stessa abitazione. Domenico Timpanelli si è costituito parte civile con l’avvocato Vincenzo Ricotta. Il difensore di Tribulato, il legale Giovanna Cassarà, ha invece rinunciato al mandato difensivo.  Un altro investigatore sentito in aula ha comunque confermato che prima del ritrovamento della droga era stata avviata un’indagine per usura a carico di Timpanelli. Le denunce sarebbero partite da un assicuratore locale che avrebbe ammesso di aver ricevuto denaro a strozzo dall’insegnante. Anche in questo caso, però, le accuse mosse sono cadute. “Io vidi uno dei colleghi con il pacco della droga in mano – ha proseguito il testimone – venne estratto dal passaruota della vettura di Timpanelli ma non ho assistito alla materiale individuzione del pacco”. Le celle telefoniche che consentirono di ricostruire gli spostamenti dell’imputato la notte del 27 aprile portarono ad intercettare frequenti contatti anche con un tenente della guardia di finanza locale. Nuovi testimoni verranno sentiti all’udienza del prossimo 24 maggio.

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