Miracolato da un grave tumore, non gli riconoscono l’invalidità totale

 
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Gela. Miracolato dal tumore che l’ha colpito fa un appello alle istituzioni per avere un lavoro, che gli spetta di diritto.

E’ Giuseppe Fausciana il protagonista di questa vicenda. Un trentenne gelese che racconta come un uomo possa rinascere dopo una morte annunciata e che per vivere chiede solo un lavoro a tempo pieno. “ La mia determinazione e la caparbietà di mia madre – dice Giuseppe-  hanno fatto si che io superassi la terribile tragedia che ha colpito la mia vita. All’improvviso sono stata catapultato in un mondo parallelo. Sono stato privato per un lasso di tempo della mia vitalità. Ho faticato, vivendo un calvario che non auguro neppure al mio peggior nemico. Adesso che ho ripreso la mia vita in mano- continua il trentenne- ho bisogno di un lavoro full time che mi permetta di fare progetti insieme alla mia ragazza”. 

Gli avevano assegnato una pensione di invalidità che hanno successivamente revocato perché avendo un contratto di lavoro part-time presso la mensa del petrolchimico della città, supera economicamente la fascia di reddito a cui appartengono i pensionati. L’uomo dopo la brutta disavventura ha tentato di rimettersi in gioco, nonostante i problemi che la malattia gli ha lasciato in eredità. Ha trovato un impiego in una società privata che sulla carta lo ha assunto come magazziniere. Nella realtà Giuseppe ha svolto mansioni che non erano di sua competenza e che data la sua invalidità, avrebbero potuto causargli ulteriori problemi. Ha dato quindi, le ovvie dimissioni. La disperazione lo ha portato a un gesto estremo, il tentato suicidio. “ Volevo buttarmi dal Palazzo di città- continua il ragazzo- perché miracolato da Dio, mi sono sentito abbandonato dalle istituzioni”. “Faccio parte della categoria protetta- conclude Giuseppe- ma non vedo miglioramenti all’orizzonte.

L’unica protezione arriva dai miei cari che col loro affetto hanno funto da cura per la mia grave malattia”. Brillano i grandi occhi verdi di Giuseppe nel raccontare la sua storia. Determinato e pieno di vita sono gli aggettivi che più lo rappresentano. “Ho sentito una pedata Divina nel sedere- conclude ironicamente- come se Dio volesse dirmi non puoi morire vai a lavorare. E’ quello che voglio, lavorare per formare una famiglia e vivere dignitosamente”. 

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