Montelungo parco-discarica della vergogna, rifiuti abbandonati ovunque

 
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Gela. Anno nuovo problemi vecchi per il parco comunale di Montelungo, uno dei rari polmoni verdi del territorio, pensato inizialmente per essere destinato ad associazioni e famiglie ma che oggi continua a vivere in condizioni di estremo degrado.
Il polmone verde non respira più, ammorbato dall’incuria, dall’indifferenza e dalla sporcizia e così quello che avrebbe dovuto essere il Parco Naturale di Montelungo in pochissimo tempo è stato trasformato nell’ennesima discarica.
Di fatto l’area è ormai diventata uno dei principali punti di riferimento per chi intende smaltire rifiuti in barba a qualsiasi controllo.
Le vie d’accesso alla collina sono quasi del tutto impraticabili perché ricoperte da rifiuti di ogni tipo, elettrodomestici, amianto e scarti alimentari, gettati con disprezzo nella più totale impunità e come purtroppo spesso accade anche dati irresponsabilmente alle fiamme.
E paradossalmente le regole più stringenti riguardo alla raccolta imposte dalla Impianti Srr pensate per favorire una corretta differenziata hanno stimolato il numero di incivili.

Una situazione che non migliora neanche inoltrandoci sulle pendici della collina dove si trova davvero di tutto.
Inerti, scarti edili, sanitari distrutti, frutto della ristrutturazione di alcuni appartamenti cittadini sono stati scaricati impunemente formando cumuli che superano il metro di altezza. Alcuni sono ormai confusi con la vegetazione, segno che purtroppo questa è una insana abitudine che va avanti da anni ormai.
Una situazione denunciata dai tanti frequentatori del parco, runner e sportivi, costretti a fare lo slalom tra i rifiuti, come conferma Giuseppe Veletti, che da anni prova a valorizzare il Parco con il Cross di Primavera, manifestazione a cui prendono parte migliaia di ragazzi con le loro famiglie. Ed è tanta la rabbia nel vedere il parco in queste condizioni.
Un degrado che non riesce a trovare argine e che purtroppo va peggiorando ogni giorno che passa, nella più totale indifferenza degli enti che avrebbero dovuto garantire il mantenimento e la pulizia dell’intera area verde.

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