Revocati 350 permessi alla sosta per disabili dalla Polizia municipale

 
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Gela. Utilizzavano le autorizzazioni alla sosta rilasciate a disabili oggi defunti. L’ufficio Trasporto della polizia municipale ha smascherato centinaia di automobilisti irregolari, sequestrando 350 permessi alla sosta negli spazi delimitati dalle linee gialle.

Quelle riservate a invalidi e portatori di handicap. Nella lunga lista di illeciti figurano oltre ai permessi rilasciati a soggetti ormai andati a migliore vita, anche quelli clonati o più semplicemente fotocopiati. E’ questo il bilancio dell’attività di controllo annuale avviata nel territorio dagli addetti dell’ufficio Trasporti retto dal tenente Maria Concetta Di Natale che si avvale della collaborazione di tre agenti di polizia municipale.

I trasgressori rischiano la denuncia, anche se il personale retto dal comandante Giuseppe Montante si sarebbe limitato a revocare le autorizzazioni e stracciare i tagliandi giudicati non conformi. Sulla vicenda è intervenuto anche il dirigente comunale del settore Grandi eventi, Emanuele Tuccio, che ha ammesso di avere notato automobilisti parcheggiare negli spazi del centro storico adibiti ai disabili, “allontanandosi senza evidenti problemi di deambulazione – precisa Tuccio – Ho segnalato gli illeciti al comandante di polizia municipale. Sono rimasto davvero perplesso davanti a queste persone che non esitano a godere di benefici riservati a soggetti svantaggiati”. Il personale dell’ufficio Trasporti ha agito si più fronti, con azioni di controllo anche durante la viabilità.

Proprio grazie a quest’ultima attività è stato possibile accertare automobilisti che circolavano con tagliandi riservati a disabili, regolarmente esposti nel parabrezza. In alcuni casi si sarebbe trattato di veri e propri cloni, realizzati con scanner a colori, ma anche con fotocopie in bianco e nero.

L’aumento incontrollato dei presunti disabili ha avuto ripercussioni negativi sui portatori di handicap autorizzati, molti dei quali continuano a trovare occupasti i parcheggi loro riservati. Tra questi anche il fratello dell’europarlamentare Paolo Crocetta.

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