Arrestato in Belgio dopo quattro mesi di latitanza “Tanu ucchiu di vitru”

 
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Belgio. Dopo una complessa attività di indagine il personale delle squadre mobili di Caltanissetta,  Padova, del Commissariato di Niscemi, l’Interpol di Roma, e la polizia Belga di Liegi, ha tratto in arresto, dopo quattro mesi di latitanza,

il niscemese Gaetano Trainito, 53 anni, elemento di spicco e killer della consorteria mafiosa della Stidda di Niscemi, già detenuto presso la casa di reclusione di Padova ed evaso dall’istituto di pena l’undici novembre scorso.

L’evaso si era rifugiato sotto falso nome nella cittadina Belga di Liegi, dove risiedono la moglie ed i figli, mantenendo contatti con la sua famiglia in Sicilia utilizzando un’utenza cellulare “riservata” belga, tenuta costantemente monitorata. Gli uomini dell’Interpol l’hanno individuato dopo un lungo servizio di osservazione e pedinamento all’interno di un  bar mentre beveva una birra.

Le indagini sono scattate all’indomani dell’evasione dell’uomo dopo il mancato  rientro da un permesso premio concesso per consentirgli di presenziare al funerale della madre, morta a Niscemi qualche giorno prima.  Dopo l’estremo saluto alla madre, l’uomo non è rientrato in carcere dove doveva finire di scontare la sua pena, con un fine prevista per il 2024.

Gaetano Trainito, inteso “Tanu ucchiu di vitru” in quanto privo dell’occhio sinistro, killer e organico al sodalizio mafioso della “stidda” – clan Russo di Niscemi, accusato di ben 14 omicidi e 7 tentati omicidi, è stato uno dei sanguinosi protagonisti di una cruenta guerra di mafia insorta negli anni 90 tra” Stidda” e  “Cosa nostra” per l’egemonia criminale sul territorio, guerra che ha causato decine di morti ammazzati e feriti anche innocenti. 

L’uomo aveva già riportato diverse condanne definitive per reati in materia di stupefacenti, armi, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, associazione mafiosa, omicidi in concorso, tentati omicidi in concorso e rapina.

Adesso dovrà scontare una pena residua di 12 anni di reclusione relativa alla sentenza emessa nel 2003 dalla Corte di Assise di Appello di Milano per il reato di omicidio, associazione a delinquere di stampo mafioso ed altro. Lo stesso sarà processato per il reato di evasione, una volta estradato in Italia.

L’arrestato è stato tradotto presso il carcere di Liegi, in attesa della convalida e delle formalità per l’estradizione in Italia. Indagini sono tuttora in corso al fine di individuare tutti coloro che hanno favorito la latitanza dell’uomo.

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