Assemblea degli operatori Eni: “Nessun alibi, si rispetti l’accordo di luglio”

 
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Gela. Non manca la preoccupazione tra i lavoratori del diretto della fabbrica Eni dopo gli eventi seguiti all’incendio che ha colpito l’area dell’impianto coking 1 della fabbrica di contrada Piana del Signore.

Timori che sono emersi anche nel corso del consiglio delle rsu sindacali convocato dai segretari provinciali di Filctem Cgil, Gaetano Catania, Femca Cisl, Francesco Emiliani, e Uiltec Uil, Silvio Ruggeri e Maurizio Castania. Operatori e sindacalisti chiedono che le indagini avviate dai magistrati della procura vadano avanti, senza diventare un alibi utilizzato dai dirigenti del gruppo per ridurre la produzione e ridimensionare l’intero apparato del sito produttivo locale.
In gioco, stando alle voci dei lavoratori, ci sarebbe l’intero assetto sancito dall’accordo siglato nel luglio di un anno fa dai vertici di raffineria e da tutte le parti sociali. Allo stesso tempo, dall’assemblea emerge chiaramente come la decisione di raffinare il greggio locale in altri siti non possa che essere provvisoria data la qualità degli idrocarburi trattati nello stabilimento di contrada Piana del Signore.
“All’Eni – scrivono i segretari delle sigle sindacali del settore chimico – ribadiamo di continuare a rispettare il piano di investimenti e di consolidamento della raffineria, senza tentennamenti e di velocizzare tutte le programmazioni manutentive e progettuali per un rapido riavvio della produzione. In egual misura la società Enimed deve anch’essa mettere in campo un piano di investimenti per il consolidamento di quella realtà produttiva”.
Una chiara presa di posizione che arriva in un momento decisamente delicato soprattutto sul piano del rapporto tra magistratura e vertici locali del cane a sei zampe.

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