I gettoni di presenza nella commissione d’indagine, è ancora scontro: in aula arriva il no al taglio

 
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Gela. Gettoni di presenza e polemiche infinite. Un copione andato in scena, anche questa volta, tra gli scranni dell’aula consiliare.

Rimane il gettone di presenza. Il nodo del contendere, come spesso capitato negli ultimi mesi, si chiama commissione d’indagine sul ciclo dei rifiuti. Le esponenti del Megafono Sara Bonura e Maria Pingo hanno nuovamente rinnovato la richiesta di modificare quanto approvato al momento dell’istituzione della commissione. Ovvero, stop ai gettoni di presenza per i componenti. Una richiesta appoggiata dai grillini presenti in aula, il capogruppo Vincenzo Giudice e Angelo Amato. Alla fine, però, l’aula ha bocciato la richiesta, confermando il gettone di presenza come inizialmente indicato. Una scelta che ha rafforzato la contrarietà soprattutto delle esponenti del Megafono. Bonura e Pingo non hanno trascurato il rischio che la commissione, pronta a ricevere la seconda proroga del mandato, possa ulteriormente pesare sulle casse dell’ente. Sia i grillini che i consiglieri del Megafono, da settimane, sottolineano come al momento dell’istituzione della commissione d’indagine non si fosse paventata la soluzione del gettone. Una ricostruzione del tutto rigettata da Salvatore Gallo, a sua volta coordinatore delle attività in commissione. “Stiamo svolgendo un lavoro enorme – ha spiegato – la normativa in materia prevede il gettone di presenza, già indicato al momento dell’istituzione della commissione. La proroga arriva perché ci sono nuovi e importanti materiale da verificare”. Alla fine, quattordici contrari al taglio del gettone e quattro favorevoli.

Il doppio incarico in commissione. Le polemiche, in un’aula piuttosto scarna dal punto di vista delle presenze, sono proseguite anche quando si è trattato di dare il via libera alla nomina del forzista Crocifisso Napolitano in commissione cultura. In questo modo, Napolitano prende il posto di Carmelo Casano che, inizialmente assegnato sia alla commissione cultura che a quella affari generali, ha deciso di rinunciare al doppio incarico. “Voglio precisare – ha detto in aula – che in commissione cultura ho partecipato solo alla seduta d’insediamento, senza mai percepire alcun gettone di presenza”. La bagarre è scoppiata quando il capogruppo del Pd Vincenzo Cirignotta ha proposto un emendamento teso ad ottenere una rotazione. Ovvero, aprendo alla possibilità che a quella di Napolitano, alla scadenza dei diciotto mesi, potesse seguire la nomina di un altro consigliere. “E’ una questione di democrazia”, ha sottolineato. Richiesta, però, che ha trovato l’opposizione del presidente della commissione cultura Salvatore Sammito. “La nostra – ha detto – non è una commissione di passaggio, meno importante di altre. Se venisse approvata questa proposta, sono pronto a dimettermi”. I consiglieri del Polo Civico Guido Siragusa e Sandra Bennici, però, hanno invitato ad abbassare i toni della polemica e a non dividersi su questioni comunque non decisive. A contestare l’emendamento, è stato anche il forzista Salvatore Scerra, contrario alla proposta Cirignotta. Una richiesta, quella della rotazione, che però era già stata indicata in sede di conferenza dei capigruppo come sottolineato dal presidente del consiglio Alessandra Ascia. Così, la mediazione è passata. La rotazione avverrà ogni quindici mesi. E’ stato posposto, invece, il punto relativo al regolamento per l’affidamento degli incarichi legali. I consiglieri Guido Siragusa e Sandra Bennici, tra i proponenti insieme all’intera commissione affari generali, sono pronti a confrontarsi con l’amministrazione comunale, assente in aula.

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