L’inchiesta “Parenti serpenti”, droga e furti in città: in cinque finiscono a processo

 
0

Gela. A gennaio dovranno presentarsi davanti ai giudici del tribunale.

Diversi furti messi a segno. Reggono, infatti, le accuse nei confronti di cinque indagati, finiti al centro dell’inchiesta “Parenti serpenti”. I magistrati della procura e gli agenti di polizia del commissariato riuscirono ad individuare un gruppo di giovanissimi, attivi nel mercato della droga ma anche nell’organizzazione di furti, in città e nei centri limitrofi. Così, il rinvio a giudizio è stato disposto nei confronti di Salvatore Blanco, Giuseppe Morello, del ventiquattrenne Giovanni Rinzivillo, di Filippo Sciandrello e Salvatore Scordio. I difensori hanno nuovamente ribadito l’estraneità ad eventuali gruppi organizzati dei loro assistiti, mettendo in dubbio le conclusioni investigative. Il gup Paolo Fiore, però, ha accolto le richieste arrivate dai magistrati della procura che, appunto, hanno indicato il rinvio a giudizio. Nel pool difensivo, ci sono gli avvocati Flavio Sinatra, Raffaella Nastasi, Nicoletta Cauchi e Paola Carfì.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here