Lupara bianca, niente sconto per la “maga”: la Cassazione conferma 21 anni

 
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Gela. Rigettati i ricorsi sia della difesa che della procura generale. La Cassazione ha confermato la condanna  a 21 anni per Maria Rosa Di Dio, 55 anni, accusata di essere coinvolta nell’omicidio di Agostino Reina, lupara bianca nel 1992.

 

In pratica la Suprema Corte ha confermato la sentenza della corte d’appello di Caltanissetta, pronunciata il 21 dicembre del 2013. Il suo difensore, l’avvocato Flavio Sinatra, aveva chiesto l’annullamento della sentenza di secondo grado mentre il procuratore generale Fabio D’Anna insisteva per ripristinare il giudizio di primo grado, ovvero l’ergastolo.

In appello era stato accolto parzialmente il ricorso della difesa. Sono state escluse le aggravanti mafiose e la premeditazione. I pentiti avevano rivelato che la cosiddetta “maga” aveva accompagnato Reina in campagna, dove ad attenderlo c’erano i killer di Cosa nostra, che lo uccisero e fecero sparire il corpo. Gli esiti del Dna tre anni fa confermarono che i resti ritrovati appartenevano ad Agostino Reina. Ieri la donna è stata trasferita dagli arresti domiciliari al carcere di Agrigento. 

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