Presunti assenteisti negli uffici locali della Regione, quattro rinviati a giudizio

 
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Gela. Saranno i giudici, in dibattimento, a valutare il caso di quattro dipendenti regionali, tutti in servizio in uffici periferici della città, accusati di truffa. Le difese hanno ridimensionato le accuse. Il gup Veronica Vaccaro, infatti, ha accolto le richieste formulate dai magistrati della procura che, appunto, sono stati fermi nel ritenere sussistenti le accuse mosse agli indagati. In base a quanto ricostruito dai magistrati e dai militari della guardia di finanza, i quattro, tre dei quali componenti di un unico nucleo familiare, si sarebbero resi responsabili di diverse assenze ingiustificate dal posto di lavoro. Gli indagati riuscirono ad ottenere una collocazione in uffici della Regione attraverso le misure a sostegno dei familiari di vittime di mafia. Per i magistrati e per i finanzieri, però, sarebbero presunti assenteisti. Il gup Vaccaro ha deciso il rinvio a giudizio nonostante le difese, sostenute dagli avvocati Flavio Sinatra e Antonio Gagliano, abbiamo ridimensionato drasticamente gli episodi finiti al centro dell’inchiesta. Per i legali, infatti, quanto accertato in fase di indagine non avrebbe nulla a che vedere con presunti casi di assenteismo. Già nel corso delle precedenti udienze, riuscirono ad ottenere un’integrazione della documentazione portata in aula dai pm della procura, soprattutto con l’obiettivo di definire in maniera più dettagliata i periodi delle presunte assenze ingiustificate. Nonostante quanto emerso nel corso delle loro discussioni, il giudice ha comunque optato per il rinvio a giudizio. Parte civile si è costituita proprio la Regione. L’avvocato Giuseppe Laspina ha sostenuto la richiesta di rinvio a giudizio, formulata dai pm della procura.

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