Royalties e compensazioni Eni, gli operai del Movimento non ci stanno: “Che fine fanno?”

 
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Gela. Non ci stanno a far morire la vicenda dell’indotto Eni. Gli operai incontrano anche gli studenti. Così, diversi operai aderenti al Movimento spontaneo lavoratori hanno deciso di incontrare anche chi la fabbrica di contrada Piana del Signore non l’ha vissuta durante gli anni passati. Nelle scorse ore, si sono riuniti insieme ad un gruppo di disoccupati e di rappresentanti studenteschi. “Crediamo – spiegano i lavoratori del movimento – che la città debba sapere che fine fanno i soldi delle royalties versati da Eni oppure quale sarà il destino dei trentadue milioni delle compensazioni”. Il Movimento spontaneo lavoratori, nato negli scorsi mesi, continua ad essere portato avanti da Francesco Cacici, Liborio Scudera e Vincenzo Verderame che insieme a molti altri operai dell’indotto rimasti fuori dal ciclo produttivo di Eni non vogliono arrendersi al declino. “Purtroppo – dicono – quasi tutti hanno dimenticato lo slogan “Gela non deve morire”. Gli operai hanno deciso di muoversi al di fuori dei classici schemi sindacali, criticando per molti aspetti quanto fatto dalla “triade” proprio intorno alla vicenda Eni.

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