Armi in contrada Burgio, acquisito un video: “Trovammo un fucile e un revolver sotterrati”

 
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Gela. Un video e diversa documentazione catastale sono stati acquisiti agli atti del dibattimento che si sta celebrando ai danni di Luigi Di Noto.

Le armi sotterrate. Il giovane è accusato di aver avuto la disponibilità di un fucile a canne mozze, di un revolver, di una cinquantina di cartucce e di circa venti grammi di marijuana. Tutto venne ritrovato dagli agenti di polizia nei pressi di un casolare rurale di contrada Burgio. L’azione dei poliziotti scattò mentre, parallelamente, procedeva l’indagine “Villaggio Aldisio”. “Le armi erano sotto uno strato di terra nei pressi del casolare – ha detto in aula il commissario capo Giuseppe Pontecorvo che coordinò le indagini – trovammo un fucile a canne mozze funzionante e un revolver arrugginito, comunque non funzionante. Nel corso dei primi appostamenti, ci accorgemmo che il gruppo di persone che raggiungeva il casolare si spostava spesso nei pressi di un vecchio rudere”. Le armi erano nascoste in una camera d’aria interrata. I poliziotti del commissariato e quelli della mobile di Caltanissetta sequestrarono anche le cartucce e la marijuana. E’ stato il legale di fiducia dell’imputato, l’avvocato Francesco Enia, a cercare di approfondire il punto relativo al posizionamento delle armi. Stando alla difesa, infatti, la documentazione catastale proverebbe come le stesse armi fossero comunque seppellite in un’area non riconducibile a Di Noto. Per questa ragione, la difesa ha chiesto di poter produrre alcuni atti catastali oltre al video girato dagli inquirenti al momento dell’arrivo nel podere. Il giudice Manuela Matta che presiede il collegio penale, composto anche dalle colleghe Ersilia Guzzetta e Tiziana Landoni, ha detto sì all’acquisizione, condivisa, per quanto riguarda le immagini video, anche dal pubblico ministero Silvia Schiavetta. Si ritornerà in aula il prossimo 30 giugno.

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