Fucilate tra gli ovili di Spinasanta, Orazio Di Pietro patteggia: abbreviato per Luciano Russotto

 
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Gela. Orazio Di Pietro patteggia la condanna mentre Luciano Russotto ha scelto di farsi giudicare con il rito abbreviato. “Ha sparato solo in aria”. Le loro posizioni processuali, dopo la sparatoria di marzo nella zona di Spinasanta, si dividono. Sono accusati di detenzione abusiva di armi e, appunto, degli spari che arrivarono al culmine di una violenta contesa di confine. E’ stato il legale di fiducia del pastore Orazio Di Pietro, l’avvocato Francesco Enia, a confermare la volontà del suo assistito di patteggiare. Il trentaseienne, però, sarà parte civile nel procedimento ai danni del settantenne Russotto, accusato di aver esploso diversi colpi di fucile per intimidirlo. In questo caso, è arrivato il sì alla costituzione da parte del giudice Lirio Conti. Luciano Russotto, a sua volta allevatore, è stato ammesso al rito abbreviato, come chiesto dal legale di fiducia Carlo Morselli. Intanto, in aula, è stato sentito il genero del settantenne, presente al momento dei fatti. “E’ vero – ha detto – mio suocero ha sparato ma solo in aria e ad almeno duecento metri di distanza. Era stanco delle continue provocazioni di Di Pietro che ha anche aggredito un suo dipendente, accusato di aver sconfinato”. I fucili trovati nei poderi dei due pastori vennero sequestrati dagli agenti di polizia e dai carabinieri intervenuti dopo le prime segnalazioni.   

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