Il flop degli aliscafi, i grandi gruppi scelgono altri porti: Siciliano, “Crocetta faceva gli accordi ma si è dimenticato delle infrastrutture”

 
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Gela. Nonostante tanta politica cerchi meriti, al momento piuttosto aleatori, di certo lo sviluppo a mare della città continua ad essere una sorta di miraggio.


“Senza infrastrutture non esistono progetti”. Flussi turistici e commerciali si muovono verso altri lidi. Anche quello dei collegamenti marittimi è rimasto un vessillo quasi solo mediatico, a partire dal patto Crocetta-Morace che avrebbe dovuto portare gli aliscafi della Ustica Lines, oggi Liberty Lines, ad attraccare al pontile sbarcatoio, sul lungomare Federico II di Svevia. “Probabilmente, il presidente della Regione Rosario Crocetta – spiega l’assessore Simone Siciliano – quando presentò il progetto, aveva effettivamente un accordo con il gruppo di trasporto marittimo ma, allo stesso tempo, gli è sfuggito il miglioramento delle infrastrutture. Il pontile sbarcatoio non è assolutamente in grado di ricevere mezzi. E’ testimonianza del passato di questa città, e così rimarrà. Il porto rifugio, già all’epoca dell’accordo con il gruppo Morace, era assolutamente impraticabile. Inoltre, non si può basare un’economia di questo tipo solo sul trasporto passeggeri, senza affiancarlo a quello delle merci”. Le infrastrutture portuali al collasso hanno praticamente stoppato qualsiasi possibile intesa alternativa. “Abbiamo ricevuto un primo interessamento da un gruppo maltese, intenzionato a sondare la situazione a livello locale, anche per il trasporto turisti – continua Siciliano – ma con questa situazione strutturale, abbiamo preferito stoppare tutto. Purtroppo, sono occasioni perse che, nella gran parte dei casi, vengono poi assorbite in altre aree siciliane, a cominciare da Pozzallo”.

“Sui lavori al porto rifugio non sappiamo nulla”. Allo stesso tempo, Siciliano appare piuttosto “freddo” verso il presidente Crocetta anche sul fronte dell’avvio dei primi lavori al porto rifugio. Nelle scorse settimane, lo staff del governatore aveva annunciato l’assegnazione del primo appalto. Dei lavori, però, neanche l’ombra. “Non ci è stato comunicato nulla – conclude Siciliano – non sappiamo neanche come dovrebbero operare. Per noi, fino ad oggi, è tutto fermo”.

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